Miss Universo 2018: la vittoria delle donne del #metoo

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By Barbara Cialdi
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Addio belle senz’anima. Catriona Elisa Magnayon Grey, 24 anni, è stata nominata a Bangkok la più bella dell’universo. La giovane, oltre a spiccare per la sua avvenenza ha catalizzato l’attenzione del mondo intero grazie alla sua attività di volontaria all’interno delle baraccopoli di Manila, la capitale delle Filippine, abitate da quattro milioni di persone. Occhi scuri, capelli castani, 1,78 cm di altezza esotica, la bella orientale che durante la finalissima ha indossato un vestito esplosivo in onore di un vulcano del suo Paese di origine – le Filippine appunto – ha scatenato la felicità dei suoi connazionali, soprattutto quelli nella città di Oas, da cui proviene la madre di Catriona. La 24enne, che ha sbaragliato le concorrenti provenienti da altri 93 Paesi, è la quarta filippina nella storia del concorso di bellezza ad aver vinto la prestigiosa corona.

La gara si è conclusa qualche ora fa a Bangkok con la vittoria della modella, attrice e cantante, già molto popolare sui social e già vincitrice del titolo di Miss Filippine che si è lasciata alle spalle le altre due finaliste, una sudafricana e una venezuelana. La ragazza, che vanta su Instagram quasi 2 milioni di followers, offre servizio di volontariato negli slum di Manila, dopo aver perso una persona cara. “Qualche anno fa ho perso un amico, ucciso dall’Aids”, ha raccontato Catriona Gray spiegando ai giudici e al pubblico i motivi che l’hanno spinta a intraprendere questo percorso di assistenza all’interno di questi agglomerati altamente degradati dal punto di vista socio/igienico nella metropoli di Manila. Il successo ottenuto, ha aggiunto, sarà utilizzato per intensificare la propria campagna di sensibilizzazione sulle conseguenze di Aids e Hiv.

E oltre al lato “umanitario” della nuova reginetta, è bene ricordare che il 2018 è stato sicuramente l’anno del #MeToo, la cui propaganda è arrivata anche nella gara più ambita del mondo. Dopo che Miss America ha definitivamente detto addio alla prova in costume, anche Miss Universo ha cambiato le regole del gioco. Per la prima volta nella sua storia la giuria è stata formata di sole donne: imprenditrici, donne d’affari ed esperte del settore. E non solo. Non era mai successo, infatti, che alla competizione partecipasse anche una candidata transgender, la bellissima Angela Ponce, in gara per la Spagna. Segno, finalmente, di una nuova consapevolezza anche in un ambiente tradizionale come quello dei concorsi di bellezza?