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By Barbara Cialdi
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Il Pew Research Center ha finalmente messo un punto su una questione sempre più dibattuta. È stato deciso una volta per tutte che si definiscono Millennials tutti i nati tra il 1981 e il 1996. Finalmente a questa parola possiamo legare un concetto chiaro e semplice, poiché da sempre esistevano dubbi sulla reale fascia d’età che poteva collocarsi in questa definizione. Ma, nonostante questa certezza, iniziano a fare capolino nuovi dubbi. Come definiamo la generazione nata dal 1997 al 2010? E i figli dei Millennials di che generazione faranno parte? Sono stati già coniati due termini per definire questi gruppi:  Generazione Z e Alpha. Ecco le caratteristiche di ognuno di loro.

Millennials

Sono conosciuti anche come Net Generation, Me Generation o Generazione Y. Criticati dai media di tutto il mondo – per gli italiani sono i famosi “bamboccioni” – i Millennials sono la generazione che ha trasformato la vita in social. Secondo alcune stime, i nati tra il 1980 e il 1996 spendono 14.8 ore a settimana su Netflix. Sono loro che hanno creato – e reso famoso – Facebook, Twitter e Instagram e che hanno una capacità di attenzione di soli 12 secondi. Sono i primi ad aver sofferto per la crisi, ma nonostante questo l’86% di loro si dice ottimista riguardo il futuro. L’evento più significativo per questa generazione è l’attacco terroristico alle Torri Gemelle nel 2001. I Millennials hanno un impatto economico complessivo di 800 miliardi.

 

Generazione Z

Sono conosciuti anche come iGen, e Generazione Snapchat. Sono cresciuti con un cellulare in mano, conoscono bene Internet e comunicano attraverso le emoticon. Le statistiche affermano che fanno sesso protetto, non fumano e uno su due di loro andrà all’università. Non hanno alcun interesse per Facebook (nel 2014 il 25% dei 13-17enni l’ha lasciato), gli preferiscono Snapchat e Whatsapp e soprattutto Instagram. Hanno una capacità di attenzione di 8 secondi e molti di loro soffrono di “ansia da distacco da smartphone”. L’evento più significativo per questa generazione è la crisi finanziaria del 2007-2008. La Generazione Z ha un impatto economico pari a 44 miliardi (sono ancora piccoli, raggiungeranno i Millennials).

 

Generazione Alpha

Mentre la Generazione Z iniziava a scoprire i primi smartphone e tablet, i Millennials sono cresciuti e hanno fatto a loro volta dei figli che sono i componenti della Generazione Alpha. Per conquistare i veri nati del Nuovo Secolo, nonostante siano ancora molto piccoli, le aziende statunitensi stanno già investendo fino a 13 miliardi l’anno. Il nome Alpha è stato scelto dopo che la Generazione Z ha terminato l’alfabeto e toccava quindi ricominciare da capo. Il termine è stato coniato dal demografo Mark McCrindle. Questa nuova categoria, complici madri e padri troppo permissivi, avrebbe dato il via a una forma di egocentrismo molto sviluppato e marcato. I bambini in questione vivrebbero in una sorta di mondo dalla immediata gratificazione proprio a causa di una maggiore predisposizione genitoriale a soddisfare tutti e subito i bisogni dei figli. A ciò si affianca anche il fatto che hanno buone probabilità di rimanere figli unici, poiché sempre più donne scelgono di avere un solo bambino. Gli Alpha sono i pionieri dell’alfabetizzazione digitale, essendo nati lo stesso anno del lancio dell’iPad. I giocattoli tradizionali non sono mai stati così tanto inutili come in questa fase dell’infanzia. I bambini non amano più correre, fare i disegni e giocare a palla. E questo, diciamolo sinceramente, è proprio un gran peccato. Gli eventi che più caratterizzeranno questa generazione sono l’elezione di Trump in America e la Brexit.