MILANO FASHION WEEK – SPRING 2017 MENSWEAR. #DAYONE!
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20 Giugno 2016

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Finito il Pitti Immagine a Firenze comincia la fashion week a Milano dedicata all’uomo con le nuove proposte per la primavera estate 2017.
StarsSystem ne fa una selezione e vi racconta le nuove tendenze.

VERSACE

Dopo 17 anni ( 1999 ultima collaborazione) Bruce Weber torna a scattare Versace, è sua la campagna fall 2016. Un gigante, il risultato eccelso scontato. Ha ricreato con Versace quella che è la sua essenza, amalgamando ispirazioni oniriche con la quotidianità.
A Chicago Donatella Versace e Weber si incontrano, preparano scatti e video. Qui comincia la collezione menswear spring 2017 della maison. L’uomo si raffina, rinuncia all’oro in eccesso e ad accessori non fondamentali per ritrovare un’immagine decisamente più essenziale, che attenzione, non è sinonimo di minimalista ( staremmo decisamente esagerando).
Il casting sembra fatto partendo dal mondo di Weber: (vi consiglio di vedere i suoi scatti dedicati al mondo del balletto – dove anche Roberto Bolle trova una grazia e un erotismo che mai più nessuno è stato in grado di dargli) uomini tipicamente Versace questa volta non in tenuta da battaglia.
Enormi lunghissimi e svolazzanti parka dominano la scena, tagliati alla perfezione, stropicciati il giusto, indossati con estrema naturalezza. Forte l’influenza dal mondo sportivo: gambe nude dagli imponenti quadricipiti in primo piano, con leggins di maglia sopra il ginocchio o alla caviglia (non lasciano nulla all’immaginazione). Spolverini e bomber: in seta e pelle (traforata, lavorata a laser, scamosciato), stampati o color block. Blazer: monopetto, uno o due bottoni, vestibilità over. Ampie camicie di seta, con molte trasparenze, valorizzano una calcolata e riuscitissima cartella colori, dal prugna al sabbia, dall’argento al tortora, dall’avorio al blu oltreoceano.
L’immagine è contemporanea e fresca rimanendo tipicamente sexy. Tipicamente Versace.

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MP MASSIMO PIOMBO

Un uomo dal sapore forse medio orientale, forse a tratti indiano magari invece marocchino o di Tunisi antica, dove le spezie sono nell’aria come i pollini.
Viaggiatore sicuramente. Raffinatissimo pure.
Piombo da vita a una generazione di nuovi autentici aristocratici (giovani, a tratti giovanissimi). Un gusto rarissimo, i più non lo comprenderanno, non importa, si capisce che è volutamente studiato per pochi. Il contesto ideale sarebbe quello del cocktail (17.30-20.30 per intenderci) ma si può facilmente amalgamare ad ogni contesto.
È un viaggio in terre lontane: Caftani minuziosamente lavorati in zafferano, carta da zucchero, tortora e ottanio vengono indossati con classici blazer o spolverini impapabili. Camicie over alla coreana, vestaglie di seta madras o tinta unita con stampe dal richiamo nord africano su maniche e scollo. Pantaloni in cotone o in lino, freschissimi, taglio slim regolare oppure over, bianchi , ampissimi, con fondo a sbuffo: molto summer.
Blazer monopetto e doppiopetto, over e colori chiari per il giorno/cocktail, più slim e scuri per il contesto sera: se di giorno opta per giallo limone, salmone scuro o champagne la sera il blu e il nero dominano. Gli abiti per la sera diventano più classici, nel caso indossare un caftano vi spaventasse.
Sarebbe il caso che questa immagine si divulgasse nello streetwear, sono idee che se ben impostate sulle nuovissime generazioni tirerebbero fuori uno stile multiculturale dal fortissimo impatto artistico.
E raramente l’arte non è raffinata. La dimostrazione che la diversità, quando viene gestita con garbo e gusto, diventa forza. Anche stilistica.

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