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Gucci – Il lavoro onirico

Il sogno, in apparenza irrazionale e privo di logica, possiede in realtà un duplice contenuto, – spiega Freud ne L’interpretazione dei sogni – manifesto e latente.
Il primo è ciò che razionalmente viviamo nel sogno, quello che effettivamente percepiamo, il secondo appartiene all’inconscio, ovvero ciò che il sogno ha il fine di comunicarci. Tale modello è il lavoro onirico.

Anche per la prossima stagione estiva Alessandro Michele, direttore creativo, segue questo tracciato.
Il romantico sogno prosegue, determinato e irremovibile, verso quella soffitta magica di ricordi e racconti vittoriani.
Pizzi, ricami, elementi pop, cappelli da romanzo di Salgari, luccichii metropolitani e richiami orientali.
Sfila l’uomo e la donna, insieme. Il mondo dei sogni non fa discriminazioni. E’ tutto unisex laggiù dove ci vuole portare. In quell’isola che non c’è fra viole, violini moquette e fascette tricolori.
Razionalmente l’immagine è confusa, della migliore scuola metafisica. Ma questa è la parte del lavoro manifesto. Nell’ emisfero latente il messaggio è differente: è inutile identificare dettagli o proposte di styling specifiche, bisogna assaggiare l’atmosfera, assaporare le cromie, gustare ogni particolare, ogni movenza. A. Michele rivive la moda in chiave completamente dadaista.

Tutto può essere sogno, tutto può essere Gucci. Ormai è uno stile, non una maison.

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