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By Matteo Squillace
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Agli amici più intimi e ai famigliari aveva confidato che questo sarebbe stato il suo ultimo Natale. Profetica oltre ogni immaginazione, perché Marina Ripa di Meana non c’è più. Si è spenta nella sua casa di Roma; quella città che ha vissuto appieno, amato alla follia: l’Urbe solenne e “caciarona”, come il suo personaggio le imponeva alle volte di essere. Ma si commetterebbe un errore madornale fermandosi ai reality e alle torte in faccia per giudicare la Marchesa.

Al fianco degli animalisti, di anticonformistireazionari e sempre, sempre contro coloro che lei amava etichettare come “stronzi”. Ogni tanto sopra le righe, ma sempre in maniera consapevole e conscia delle proprie azioni: Marina Ripa di Meana ha rappresentato un “unicum” nel mondo dello spettacolo nostrano, una filantropa dell’alta società. Unica perché capace di fare da frammentarsi e suddividere i propri sforzi su più fronti, ogni volta in favore del sociale e delle cause che aveva a cuore: dalla celebre campagna pubblicitaria per l’IFAW (nella quale si fece fotografare completamente nuda con la scritta L’unica pelliccia che non mi vergogno di indossare) ai libri autobiografici ma non solo, ad una carriera televisiva da autrice ed opinionista di programmi tv che parlavano con e per la gente del popolo.

Lei, che flirtava con Gianni Agnelli e frequentava gli stessi salotti romani dove potevi incontrare Marta Marzotto, Guttuso e Pier Paolo Pasolini, si è arresa dopo 16 anni di battaglia al cancro: per la prima volta, da 76 primavere a questa parte, ha deciso di alzare bandiera bianca. Ci è voluto qualcosa di inesorabile e invisibile per tenerle testa.