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Teramo, 1930, nasce Giacinto Pannella, per tutti Marco.

Nel 1955 è tra i fondatori del Partito Radicale e nei decenni successivi sempre in prima fila alla conquista di grandi battaglie faticosamente e gloriosamente vinte; dal divorzio all’aborto, dai diritti civili al sistema referendario di consultazione popolare, dalla libertà di espressione religiosa accanto ai monaci tibetani alla libertà di espressione sessuale accanto alle comunità glbt.
Negli ultimi vent’anni, escluso e inascoltato, amato molto ma votato poco, porta avanti il diritto del testamento biologico, dell’eutanasia, dei processi all’americana, del reale liberismo economico.
Antifascista, anticomunista. Intellettualmente e moralmente libero. E saranno i cittadini come lui a sentirne realmente la mancanza.

Oggi ci lascia un uomo sempre stato dalla nostra parte. Ci lascia un uomo così folle da poter credere di cambiare il mondo. Un grande esempio, un grande spirito. Ci lascia un martire della libertà, martire perchè ucciso dal bigottismo e dalle lobbi partitiche.

Concludo citando una martire della libertà, Anna Politkovskaja; “per conquistare la fiducia della gente i sentimenti tiepidi non bastano”, lui non aveva sentimenti tiepidi, sarebbe carino non li avessero nemmeno gli italiani.