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By Barbara Cialdi
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Bellissima e talentuosa ma soprattutto femme fatale, Lina Cavalieri, la cantante lirica più corteggiata della storia (ancor più di Maria Callas), fu una vera bomba sexy tanto che nel 1955 l’attrice Gina Lollobrigida vestì i suoi panni nel film a lei dedicato La donna più bella del mondo. Nata nel 1875, vissuta in povertà, debuttò a soli quindici anni in un teatro di Piazza Navona e da lì la sua carriera, grazie al suo temperamento focoso e alla bellissima voce, spiccò il volo permettendole di calcare le scene dei più importanti palcoscenici in giro per il mondo. Anche il poeta Gabriele D’Annunzio le dedicò una copia del romanzo Il Piacere definendola l’unica Venere scesa in terra. Il 5 dicembre 1906 Lina Cavalieri baciò con tale passione il tenore Enrico Caruso di fronte a una platea esterrefatta che da allora “la donna più bella del mondo”, come tutti già la chiamavano, divenne anche the kissing primadonna, proprio in virtù di quel colpo di scena con cui, sul palco del Metropolitan Opera House di New York, aveva reso indimenticabile la performance della Fedora di Umberto Giordano. Quel bacio le portò enorme popolarità, perché consolidò la sua già avviata carriera.

Napoli, Parigi, New York e successivamente il cinema la accolsero per interpretare la bellezza e il talento italiani accompagnati da un fervore inusuale per quei tempi. Sulla scena era perfetta: portamento, grazia, bellezza. Tutti volevano vederla. Dalla Traviata di Verdi e Manon Lescaut alla Bohème di Puccini, dall’Hérodiade di Massenet ai Pagliacci di Leoncavallo, rivaleggiando con stelle del calibro di Geraldine Farrar o la Bella Otero. La sua presenza scenica valeva di più di qualsiasi altro dono canoro e ciò le permise di essere idolatrata dagli uomini più ricchi e potenti di quell’epoca, tanto che lei stessa dichiarò di aver ricevuto, nel corso della sua vita, ben 840 proposte di matrimonio. La conturbante Lina ebbe però “solo” cinque mariti (ovviamente gli amanti non si contano ma appaiono nomi come Trilussa e Guglielmo Marconi), tra cui il principe russo Alexander Vladimirovich Baryatinsky dal quale divorziò in fretta dopo la richiesta di lasciare la vita teatrale. Il secondo marito – re del Kazan – fu abbandonato presto, ed egli tentò di sostituirla sposando una sosia della Cavalieri, ma ciò non sortì alcun effetto e l’uomo morì a soli quarant’anni a causa dell’alcool e delle pene d’amore per la spietata cantante. Successivamente si unì in matrimonio al ricchissimo americano Robert E. Chanler che ebbe la presunzione di volerla anche lui allontanare dalle scene. Le nozze durarono ahimè solo una settimana, non prima che il ricco marito ebbe desiderio di donare gran parte delle proprie ricchezze alla moglie, lei ringraziò, acquisì le sue fortune e sposò il tenore Lucien Muratore che davvero riuscì a farle abbandonare il teatro. Il sodalizio durò ben quattordici anni fino a che la bella artista laziale decise di sposare Giovanni Campari, imprenditore membro della celebre famiglia creatrice dell’omonimo drink. Gli ultimi anni della vita della conturbante cantante trascorsero in compagnia di Arnaldo Pavoni, suo segretario ed impresario. L’inquieta Lina ebbe anche un figlio, Alessandro, con il suo maestro di canto Arrigo Molfetta che però tenne sempre nascosto al resto del mondo.

Anche Mussolini non fu indifferente alla bellezza della Cavalieri e quando apprese la notizia della sua morte, scrisse le seguenti parole a Claretta Petacci: “È stata prediletta dal destino, perché è morta senza accorgersene e senza soffrire”. La Cavalieri infatti trovò la morte nella sua villa di Firenze, città che amò più di ogni altra al mondo, in occasione di un bombardamento aereo. Molte sono state le leggende sulla sua scomparsa. C’è chi sostiene che l’affascinante soprano sia stata vittima di un raid mirato, autorizzato da qualche generale tedesco che lei aveva rifiutato. Storie che noon fanno altro che accrescerne l’aura di mito.

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