Quale antidoto contro Taylor Swift?
30 Agosto 2017
Capelli in moto
31 Agosto 2017

By Barbara Cialdi
31 Agosto 2017

Era il 31 agosto del 1997 e l’imprenditore Dodi Al-Fayed e la guardia del corpo stavano percorrendo il Pont de l’Alma a folle velocità nel tentativo di sfuggire ai paparazzi. Un autista che poi risulterà ubriaco, una strada insidiosa, il Mercedes nero che sbanda, intrappolato nel sottopasso di Cours Albert 1er, conducendo gli occupanti dell’auto verso un tragico e immortale destino. L’impatto fu violentissimo. Una spietata casualità che ci ha portato via per sempre Diana Spencer: la Principessa del Galles, Lady D, la donna più famosa del mondo. Era lei il quarto passeggero del veicolo, il vero obiettivo di quelle macchine fotografiche che stavano immortalando gli ultimi istanti di vita di una delle figure più influenti del XX secolo.

Era il 1980 quando una giovanissima Diana, appena diciannovenne e maestra d’asilo, venne “scelta” come futura moglie dell’erede al trono Carlo in base a delle qualità che poco avevano a che fare con la sua persona ma che dipendevano da un mix di valori alquanto arcaici: verginità, albero genealogico e fertilità. Diana, inizialmente, fu ben felice di soddisfare tutte queste caratteristiche così nel 1981 fu annunciato il fidanzamento, ben lungi dal considerare tutto ciò come una vera unione d’amore e tenerezza. Carlo dichiarò a fonti molto vicine a lui, di “fare una cosa giusta per il suo Paese” mentre Diana si sentiva la protagonista femminile della favola del principe azzurro. Le nozze reali, sfarzose e seguitissime da ogni parte del globo, furono celebrate il 29 luglio dello stesso anno nella Cattedrale di St. Paul a Londra. Seguirono, come da programma, la nascita dei principini William ed Henry, che oggi hanno rispettivamente 35 e 32 anni.

Diana, negli anni che seguirono, divenne ben presto una celebrità: il suo taglio di capelli, la sua gentilezza che conquistava e il suo modo di vestire che tutte provavano a imitare. Poi il matrimonio con Carlo cominciò inevitabilmente a scricchiolare: il Principe iniziò a frequentare Camilla Parker Bowles, mentre nel 1996 Diana intraprese un piccante flirt con l’ufficiale dell’esercito James Hewitt. Erano trascorsi solo cinque anni dal matrimonio del secolo e Diana, impossibilitata dal sottrarsi a quella macchina infernale che rappresentava la monarchia inglese con tutti i suoi schemi, divenne sempre più malinconica e, nello stesso tempo, sempre più braccata. “La Principessa triste”, questo il suo soprannome, divenne presto oggetto di pressioni fortissime ed inimmaginabili da parte dei media; e se gli inglesi amano creare un idolo, amano anche distruggerlo. Nel 1992 lo scrittore britannico Morton pubblicò il libro Diana: la sua vera storia, e in quelle pagine la Principessa veniva dipinta in modo volgare e malsano. Una descrizione torbida tra amanti e scatti rubati, da cui Lady D ne uscì – sorprendendo tutti – ancora più forte.

Il divorzio non tarda ad arrivare e con esso Diana comincia a consolidare il titolo di “Principessa del Popolo”, lasciandosi Londra alle spalle e viaggiando in tutto il mondo al fianco associazioni benefiche e portando avanti importanti iniziative umanitarie. La sua occupazione principale diviene pertanto condurre una vita indipendente dai rigidi protocolli reali, occupandosi del prossimo ma altresì continuando a suscitare un morboso interesse da parte dell’opinione pubblica, nonostante cercasse continuamente di sottrarsi ai flash di fotografi e paparazzi.

La sua personalità ribelle ed anticonformista le costò una sempre più alta popolarità. Il terribile incidente di cui è stata vittima è stato il prezzo che ha dovuto pagare per quell’ondata di celebrità che ha invaso la sua esistenza, a cui non ha saputo sottrarsi. Se oggi fosse viva sarebbe la donna più seguita sui social di tutto il mondo. William ed Henry, per ricordarla in questo tragico anniversario, hanno organizzato una mostra proprio nelle leggendarie stanze di Kensington Palace: Her Fashion Story, in scena fino al 24 febbraio 2018. Un vero e proprio viaggio attraverso i capi di Lady D che hanno fatto storia: dalle mise ufficiali, ai pezzi casual che la Principessa ha sfoggiato, catturando l’attenzione come vera e propria icona di stile ed eleganza. Vestiti semplici e romantici oppure lussuosi abiti da sera, i tailleur composti e sobri, i cappellini estrosi e i cappotti color pastello che lei amava follemente.

Il suo ricordo somiglia di più ad una presenza ancora attuale, viva. Lady D., a distanza di vent’anni, non ha ancora smesso di splendere.