Quando la pubblicità da intermezzo diviene protagonista. Ecco il nuovo corto diretto da Bruce Weber per il nuovo profumo Dylan Blue by Versace.

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Ieri sera stavo guardando la televisione. Era appena finito il telegiornale, ci eravamo alzati da tavola per metterci sul divano ad aspettare la programmazione della sera. Insomma, una classica scena da tipica famiglia italiana.

Solitamente nella mezz’ora che trascorre tra il tg e il film vero e proprio vi sono i classici programmi di intrattenimento e una valanga di pubblicità, che seppur vengano pagate moltissimo agli inserzionisti per ottenere quella determinata fascia oraria, lasciano il tempo che trovano nel catalizzare l’attenzione del pubblico.
Insomma, abbiamo appena cenato, il telegiornale ci ha raccontato le peggiori disgrazie possibili e finalmente siamo seduti sul divano in attesa di un film che ci interesserà. Sicuramente gli addetti alla scaletta e alla decisione dei palinsesti si impegnano tantissimo per cercare di attirarci, ma in quella mezz’ora ognuno di noi utilizza la televisione solo come sfondo.

Del resto, lo sapete che l’attenzione di una persona in media dura per i primi 21 minuti? O comunque ogni 20 minuti deve essere stimolata negli argomenti e nella trattazione, altrimenti noi osserviamo e ascoltiamo ma non vediamo e non sentiamo davvero?
Ecco, in quella mezz’ora secondo me l’attenzione di uno spettatore medio non dura nemmeno venti secondi. Eppure.
Eppure ieri è partita una pubblicità diversa. Di solito sono talmente distratta dal mio cellulare che sento parlare, ma se qualcuno mi chiedesse cosa stiano dicendo non saprei dire nemmeno una parola. Ma ieri appena è partita questa pubblicità ho alzato subito gli occhi e ho guardato il televisore. E vi dirò di più, ho addirittura controllato l’orario perché ero certa stesse già iniziando un film.

Credo, anzi sono fermamente convinta, che chiunque fosse in una casa, seduto su un divano, e stesse guardando quel canale, in quel momento ieri sera abbia avuto la mia stessa reazione.
Quello che è successo ieri ha qualcosa di straordinario e secondo me ha aperto gli occhi a chiunque si occupi di creare pubblicità. Perché se da Andy Warhol, il papà della pop art, la pubblicità è stata consacrata ad arte ed è diventata sufficiente a sé stessa, vedere una pubblicità che da mero intermezzo diviene protagonista è qualcosa che fa riflettere.
Ma di che pubblicità sto parlando? Si tratta del nuovo corto in bianco e nero diretto da Bruce Weber per il nuovo profumo da uomo Dylan Blue by Versace con protagonisti un gruppo di ragazzi dal fisico scultoreo capeggiati dal modello Trevor Signorino e dalla bellissima modella Gigi Hadid.

Avendo io studiato pubblicità all’Università mi sono chiesta cosa mi avesse portata ad alzare gli occhi e a guardare l’intero corto, che tanto corto per una pubblicità non è perché dura la bellezza di 2.41 minuti, un tempo infinitamente lungo per uno spot televisivo dove i tempi sono velocissimi. Un vero rischio, perché è quasi impossibile che uno spettatore si interessi alla stessa pubblicità per più di 5 secondi.
Ci ho pensato molto, ma non ho ancora capito cosa mi abbia spinto a guardarlo. Alla fine come tutte le pubblicità di profumi mostra dei bellissimi uomini e una bellissima donna, presenta la voice over che racconta ciò che succede nelle scene e il sottotitolo per rendere il messaggio ancora più chiaro e il tutto è presentato in bianco e nero, con un’idea non certo usuale ma comunque nemmeno così sbalorditiva.

La differenza penso sia proprio stata nelle modalità e nell’importanza di raccontare una storia. Una storia che, soprattutto in questo momento, penso sia fondamentale raccontarvi.
Nello spot vi sono questi uomini che si allenano in una palestra e l’unica donna ad allenarsi con loro è proprio Gigi, di cui uno di loro è innamorato. Ma lei non ricambia e, anzi, la sua attenzione verso di lui c’è solo quando hanno incontri di box per allenarsi.
La forza di questa pubblicità è proprio qui, nel mostrare una cosa che le donne forse sanno già da tempo, ma che gli uomini troppo spesso fanno fatica ad ammettere.
Questa pubblicità racconta di uomini sensibili, emotivi, che sanno amare e dimostrare il loro amore e di donne forti, che si comportano come uomini perché non hanno paura di loro.

Questa pubblicità è la descrizione dell’uomo Versace, un uomo capace di essere uomo senza dover dimostrare di esserlo attraverso la forza, pur praticando box. Un uomo che invece che colpire la donna, come ormai troppo spesso succede, è accecato da lei e la venera. Un uomo che non si lascia abbagliare dall’ondeggiare dei fianchi della donna di cui è innamorato e che poi, cerca di rinchiuderlo quell’ondeggiare, ma un uomo che sceglie di ammirarla e seguirla, con poco orgoglio e molto rispetto.

E se questo è davvero l’uomo Versace, penso che tutti gli uomini debbano scegliere Versace.
Per essere più uomini, un po’ più uomini almeno.