La parità dei sessi

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“Il mondo sembra più ordinato con due possibilità di genere nettamente separate. Ma, se escludiamo lo spazio intermedio, non rappresentiamo con precisione la realtà”.
[dal blog “Pink is for boys”]

Il mese scorso, a Parigi, è stata abolita la legge – risalente al 1799, e ormai non più applicata – che vietava alle donne di indossare i pantaloni. Il decreto concedeva il beneficio del “travestimento” solo per ragioni mediche, e per coloro che andavano in bicicletta o a cavallo: “Ogni donna che desidera vestirsi da uomo, deve presentarsi alla prefettura di polizia per ottenere l’autorizzazione”. Pena: l’arresto immediato. Fu a causa di questa legge che, nel 1972, la deputata francese Michèle Alliot-Marie fu bloccata all’ingresso del Parlamento da una guardia alla quale rispose, imperturbabile: “Se sono i miei pantaloni che le danno fastidio, li tolgo subito”.

Può sembrare stupido, ma ancora oggi, dopo secoli, la moda non è così democratica come pensiamo. A parer mio, se donne e uomini volessero essere considerati uguali, dovrebbero anche vestire uguali! Le donne hanno lottato per poter mettere i pantaloni. Hanno fatto scandalo, sì, ma ora non riusciremmo nemmeno a immaginare un mondo in cui le donne non possano indossare un bel paio di jeans o l’ultimo modello a palazzo. E allora perché gli uomini non mettono la gonna? Conosco ragazzi che hanno gambe molto più belle di tantissime donne. Non sarebbe il caso di mettere in mostra quelle, invece che i cotechini di tutte quelle signorine fasciate in leggins e minigonne?

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Quando si parla di vestiti, gli uomini non hanno neanche un terzo dei diritti delle donne. Ci sono centinaia di capi e accessori che per gli uomini sono off-limits, e io mi chiedo: perché? Perché una donna con i boxer è provocante, mentre un uomo con biancheria da donna è un deviato e pervertito? Perché le donne vestite da uomo (Marlene Dietrich, Annie Lennox, Shania Twain, Lady Gaga, Grace Jones) sono considerate iconiche, mentre un uomo vestito da donna deve essere etichettato come travestito, drag queen o prostituta?

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Ecco, in ordine totalmente random, i primi elementi “da donna” che mi vengono in mente, che gli uomini non possono indossare: i vestiti, le gonne, i leggins, gli anelli da cocktail, le stampe animalier, le clutch, gli scaldamuscoli, le scarpe col tacco, le ballerine, le calze, le cloche, i plateaux e le zeppe, gli hot pants, il pizzo, le piume, gli Swarovski, gli shorts, gli chemisier, gli orecchini e i collier. E per le donne, invece? Niente. Assolutamente niente. Le donne possono portare i pantaloni, i gemelli, la cravatta, le bretelle, la camicia, il cilindro, i mocassini, persino le ghette se lo volessero.
Che democrazia c’è in questo?

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Pensate ai matrimoni: le donne hanno possibilità infinite. Possono mettersi un abito da cocktail, un minidress, un vestito da gran soirée, un twin-set, persino un tailleur pantalone. Possono indossare la camicia, un top, e arricchire il look con stole, pellicce, gioielli, borsette e scarpe di tutti i tipi.
E gli uomini? Smoking, camicia e cravatta. Fine della storia. Non sia mai che vi presentiate con una T-shirt sotto l’abito: è decisamente troppo casual!
Possibile che nessuno abbia ancora inventato un’alternativa alla camicia per gli eventi formali in termini di moda maschile? Ogni tanto qualcuno azzarda un colletto alla coreana ma, anche in quel caso, ti guarderanno tutti malissimo!
Io le odio, le camicie. Saranno anche il capo più pratico, semplice e sexy che volete voi, ma io non le sopporto. Mi stanno male e le trovo scomode. Stilisti? Mi appello a voi! Voi che avete creato le scarpe Armadillo con tacchi di 30 centimetri; voi che avete ideato gli smanicati a collo alto, che ti fanno gelare le braccia quando fa freddo e ti fanno sudare quando fa caldo; voi che avete ben pensato che il mondo avesse bisogno di copricapezzoli e bandane, e ne avete inventate di tutti i colori, potete provvedere in tempo per il prossimo matrimonio a cui dovrò andare? Grazie!

E a proposito di colori, anche lì siamo sempre sul chi va là: avete mai visto un uomo (etero, e non modaiolo\alternativo) andare in giro con uno smoking rosa? O viola? O un completo vere smeraldo? No. Ovviamente no. Le donne possono indossare fantasie a piume di pavone, azzardare colori fluo e giocare con tutte le sfumature del rosso, ma l’uomo no: blu, grigio, nero e marrone. Che tristezza!
Il massimo su cui possono sbizzarrirsi è la cravatta. Che fortuna! La cravatta è l’ennesimo strumento di tortura! Ma io dico, perché il vestirsi, per un uomo, più che un divertimento deve essere una costrizione? E dire che almeno il 90% degli stilisti è gay!

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Eppure, andando a ritroso nella storia del costume, non è stato sempre così: gli egiziani, ad esempio, sfoggiavano eyeliner e gonnellini. I greci indossavano pepli e lunghe tuniche degne delle ultime sfilate di prêt-à-porter, mentre in Europa gli uomini si ingioiellavano più delle donne: lo sapevate, infatti, che fino al 1400 i migliori amici di una ragazza (i diamanti, non i gay!) erano proibiti al gentil sesso? Fu Agnès Sorel, amante di Carlo VII, la prima a sfidare l’opinione pubblica e la legge, scegliendo indossarne quanti più possibile!
E che dire del kilt scozzese?

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Insomma, tutto quello che al giorno d’oggi sarebbe considerato “insolito” –  ad esempio un uomo in gonnella – non è innaturale come spesso siamo portati a credere: in passato, anzi, era considerato “normale”, e spesso legato a status di potere e cariche religiose.
E’ tutta una questione di cultura: è solo perché non siamo abituati a qualcosa che ci sembra strano ma, col tempo, tutti gli usi e costumi diventano parte integrante della società.

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Ultimamente, le cose si stanno smuovendo: dall’America sta arrivando la tendenza dei leggins da uomo, e qualcuno ha anche creato una linea di smalti for men. Alcuni brand, soprattutto quelli emergenti, hanno anche proposto elementi del guardaroba femminile per i maschietti, ma – nonostante personalità del calibro di Marc Jacobs, Sean “Diddy” Combs e Vin Diesel abbiano presenziato a eventi importanti indossando gonne e kilt – è un trend che fatica ancora a prendere piede.

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La triste realtà, amiche e amici, è che gli uomini di oggi si truccano, si fanno la ceretta e si spinzettano le sopracciglia. Ma non lo ammetterebbero mai, nemmeno sotto tortura. Viviamo in una società che, in teoria, ci permette di essere tutto quello che vogliamo, ma in pratica ci vincola ancora a dogmi e pregiudizi; una società in cui gli uomini si vestono da donna a Carnevale (davvero poco lusinghiero) e che distingue la toilette delle signore da quella dei signori tramite una gonna. Alla faccia della parità dei sessi.

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