David Lynch, quel maledetto ultimo ciak
9 Maggio 2017
Super fragranze!
10 Maggio 2017

By Antonino Pezzo
10 Maggio 2017

È la storia di tanti fotografi: conoscere due ragazzine, amare i loro volti e decidere di imprigionarli per sempre in una serie di scatti celebrativi. Ciò che è accaduto a Vinicius Terranova, però, va al di là di ogni ordinaria esperienza. Lui ha incontrato Lara e Mara Bawar, due gemelline nate in Brasile da genitori africani, e la loro pelle diafana, pura come il sangue di unicorno, lo ha letteralmente sconvolto. È stata un’attrazione totale, è stata ipnosi.

Quando lo svizzero Terranova si è imbattuto in Lara e Mara, loro spiccavano con naturalezza nella folla di colore di San Paolo come una goccia di inchiostro in un barattolino di yogurt. Era impossibile non accorgersi della presenza di questi due esseri perfetti, radiosi, celestiali. La perfezione della loro bellezza è tale da farle sembrare non umane, divine per l’appunto.

Le bambine hanno undici anni e vivono in Brasile insieme ai genitori e a una sorella che ha la pelle nera, davvero diversissima dalle due. Purtroppo questa loro “unicità” è il prodotto dell’albinismo, un’anomalia genetica caratterizzata da una riduzione o assenza congenita della melanina nella cute, nei capelli, nei peli e negli occhi. Ma complessivamente è un destino fortunato quello delle sorelline, perché se fossero nate in Africa occidentale, terra d’origine dei loro genitori, dove gli albini sono vittime di pesanti discriminazioni dovute a credenze popolari, e vittime di violenze fisiche, torture e uccisioni, la loro vita sarebbe stata orribile.

Vinicius non è stato l’unico a pretendere la presenza di Lara e Mara nel suo progetto Rare Flowers, ma anche colossi importanti come Nike le hanno desiderate e alla fine ottenute. Le gemelle ricordano molto la parvenza del modello americano Shaun Rauss, e ci ricordano anche che la loro rarità va valorizzata, rispettata e amata: a dimostrazione che la grande diversità non è altro che bellezza.