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By Barbara Cialdi
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Sono passati ben 46 anni dalla sua scomparsa, ma James Douglas Morrison, detto Jim, è ancora vivo nella mente e nei cuori dei suoi ammiratori di tutto il mondo. Il cantautore e frontman del gruppo The Doors fu uno dei più importanti esponenti della rivoluzione culturale degli anni Sessanta, nonchè uno dei più grandi e talentuosi cantanti della storia del rock. Il suo spirito ribelle ed anticonformista, il suo “male” di vivere, le sue strofe intense ed i suoi versi profondi lo hanno per sempre consacrato come “poeta maledetto” e ricordato come una delle figure più imperscrutabili della storia della musica, rappresentando il massimo simbolo dell’inquietudine giovanile. Jim, nato in Florida l’8 dicembre 1943 morirà a Parigi il 3 luglio 1971 in circostanze mai del tutto chiarite. Padre ammiraglio, madre casalinga, il giovane Jim dovette spesso spostarsi a causa della professione del padre, cambiando di continuo casa, scuola ed amicizie. Nel 1964 dopo aver girato in lungo ed in largo gli Stati Uniti con la famiglia, si stabilisce a Los Angeles dove inizia a frequentare l’UCLA e fu proprio lì che, insieme al nuovo amico Ray Manzarek, venne fondato il gruppo The Doors, nome scelto da Jim che si ispirò ad un verso di una poesia di William Blake. Nel gruppo vennero aggiunti anche il chitarrista Robby Krieger ed il batterista John Densmore.

Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è: infinita! (William Blake)

Nonostante il gruppo avesse molti problemi con case discografiche, managers e locali in cui si esibiva, le performance di Jim sul palco erano qualcosa di assolutamente nuovo, qualcosa di mai visto. Baldanzoso, arrogante, sexy, Morrison era un vero e proprio animale da palcoscenico che regalava emozioni fortissime, mandando il pubblico in un vero e proprio delirio. La canzone Light My Fire consacrò i Doors nell’olimpo del rock: il brano raggiunse la prima posizione nella classifica di Billboard e poco importava se gli elementi della band fossero sempre in netto contrasto con gli organizzatori dei loro eventi, perchè il successo fu travolgente. Il Re Lucertola era un poeta prestato alla musica. Ancora oggi, la sua tomba è presa d’assalto dai fedelissimi che continuano a portare fiori e a compiere veri e propri pellegrinaggi in onore del genio del rock prematuramente scomparso. Anche lui è entrato così a far parte del Club dei 27, un termine coniato per quelle stelle della musica che hanno conosciuto la morte alla giovanissima età di 27 anni e tra cui compaiono anche Kurt Cobain, Amy Winehouse, Jimi Hendrix e Janis Joplin.

La notte del 3 luglio 1971 Jim Morrison fu trovato senza vita nella vasca da bagno della sua abitazione parigina, dopo una notte trascorsa a sniffare eroina, sostanza che pare il cantante odiasse ma che fosse altresì amata da Pamela Courson (la sua compagna) che ne era dipendente. La ragazza, facendola passare per cocaina, la offrì a Jim conducendolo fino all’overdose. Il corpo della star, però, non fu mai visto all’interno della bara e su questo fatto, da sempre, si sono costruite molte storie e supposizioni, prima tra tutte, il desiderio del cantante di sparire dalla fama e dalla notorietà inscenando una falsa morte.

La verità, qualsiasi essa sia, è che Jim Morrison ci ha lasciato una eredità immensa, fatta di canzoni, poesie, pensieri, note ed accordi che lo renderanno immortale per l’eternità. Speranza e malinconia: le prerogative di un sognatore che era capace di volare alto.