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Istituto Marangoni nasce nel 1935 a Milano come Istituto Artistico dell’Abbigliamento Marangoni e nel 2015 raggiunge un importante traguardo, 80 anni di successi nella formazione dei migliori professionisti nel mondo della moda e del design.

Con un bilancio formativo di quattro generazioni di studenti provenienti dai 5 continenti, è stato il trampolino di lancio per oltre 45.000 professionisti della moda e del lusso, tra i quali citiamo Domenico Dolce (Dolce & Gabbana) e Franco Moschino. Istituto Marangoni conta oggi oltre 4.000 studenti l’anno, provenienti da 106 differenti nazioni, nelle scuole di Milano (School of Fashion e School of Design), Parigi, Londra e Shanghai, le capitali internazionali della moda, del design e del lusso. La seconda scuola di Istituto Marangoni in Cina aprirà a settembre a Shenzhen, metropoli di riferimento per la produzione di abbigliamento e di arredamento. Sempre a settembre, una nuova scuola inaugurerà a Firenze, punto di incontro tra moda e arte.

Il 28 giugno, allo spazio BASE MILANO in zona Porta Genova,12 studenti scelti del corso triennale in Fashion Design dell’Istituto Marangoni hanno presentato le loro collezioni uomo/donna per la stagione Spring/Summer 2017 sulla passerella di Milano moda Graduate 2016, l’evento promosso da Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con Piattaforma Sistema Formativo Moda , dedicato alle migliori scuole di moda italiane.
Tra gli istituti di fashion design l’stituto meneghino si è piazzato al quarto posto a livello mondiale e al primo tra quelli italiani nel 2016.

“Milano Moda Graduate è uno dei momenti più importanti del percorso didattico dei diplomandi 2016 in Fashion Design” – commenta Barbara Toscano, Director di Istituto Marangoni The School of Fashion. “Dopo 3 anni di lavoro, preparazione e cura maniacale in ogni dettaglio, vivranno l’energia e l’adrenalina di una vera e propria sfilata di moda, dove il talento e le capacità di ciascuno di loro saranno gli indiscussi protagonisti delle passerelle, al cospetto dei più importanti professionisti del fashion system”.
I 12 neodesigner partecipanti allo show hanno dimostrato una notevole maturità stilistica.
Il defilè è iniziato con le creazioni moda uomo di Vladislav Krivdin, caratterizzate da un concettuale outerwear “armor” in chiave urban in neoprene ed ispirato al mondo dello sport. Come accessori completavano i look mazze da baseball e sneakers con i led.

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Inchul Choi per la sua donna ha incentrato la sua ricerca su un gioco di fili colorati applicati su kimono destrutturati, gonne sapientemente drappeggiate e capi asimmetrici.
Praeploy Sooksawee ha giocato con le shades of pink e con le paillettes, optando per abiti dall’allure in bilico tra il futurismo ed il retrò con oblò e stampe surrealiste. L’effetto finale era comunque quello di una donna molto femminile.
Rongci Yan per le sue proposte uomo ha scelto i graffiti e di proporre su ricercato sportswear stampe con uomini stralunati, colourful e a tratti optical b/w, accompagnate da bag con manico in corda, debitrici del punk.
Il viaggio stilistico di Annamaria Calabrese è riassumibile con il termine “denim deconstruction”: couture sul tessuto jeans per capospalla destrutturati.

Quancun Liu propone per il suo uomo materiali come il denim, il camoscio, pantaloni bi-color per un contemporaneo dandy che oscilla tra la preziosità dei materiali ed il rigore del minimalismo.
Shames Michael Lutchmiah sceglie dettagli luxury come la pelliccia, trasparenze iperfemminili, gonne in pelle e meravigliosi pantaloni a frange per la sua donna.
Yao Yu è minimal e zen come L’ORIENTE da cui proviene: camicie con tagli sapienti e tute in bianco e nero sono il suo punto forte della sua donna.

Le creazioni di Costanza Pirazzoli sono state degnamente accompagnate da un crescente pezzo trip-hop: la stampa con i galli, vagamente anarchica e al contempo poetica, viene proposta sul retro dei capospalla e accompagnata ad estrosi pantaloni con perle applicate per un uomo anticonvenzionale.
Martina Micci gioca con le trasparenze nei top e nelle bluse con applicazioni in leather, accompagnate a tute da sexy militaressa e un po’ safari, per una donna forte e sensuale.

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Wan Wan Ru gioca con gli effetti 3d e caleidoscopici per le parti sopra del suo uomo, grazie ad una formidabile lavorazione del tessuto impiegato. Completano i look trasparenti visiere rosse.
Chiude il defilé Antonio Pecov, il cui primo look è un trionfo di bianco e gold negli accessori, per poi proseguire con il rombo come leitmotiv delle sue creazioni, ovvero come applicazione metallica su vest e su giacche maniacalmente lavorate.

Ogni studente ha lavorato con grande libertà utilizzando svariati tessuti e lavorazioni, da quelli tradizionali ai più innovativi. Ricami, pizzi e tessuti artigianali realizzati a mano dagli stessi allievi si alternano a tessuti tecnici e d’arredamento, a pelle, applicazioni e stampe digitali, per risultati di grande impatto scenico ed originalità.
Una collaborazione che conferma la volontà della scuola di mantenere vivo il legame con i suoi studenti e alumni di talento, coinvolgendoli attivamente in momenti importanti per la scuola e i suoi studenti.

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Lorenzo Sabatini