Ironica, anticonformista, irriverente: Anna Marchesini la ricordiamo così

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E’ scomparsa all’età di 63 anni in un giorno d’estate, la grandissima attrice comica Anna Marchesini, per tutti conosciuta come Anna. Una figura di spicco nel panorama della tv italiana che tutti ricorderanno nell’indimenticabile ruolo di Lucia ne “I promessi Sposi”, parodia del romanzo di Alessandro Manzoni interpretato dal Trio Lopez-Marchesini-Soleghi, facendo sorridere l’Italia intera.

Un ruolo esilarante per questa attrice nata ad Orvieto nel 1953 che ha trascorso un’infanzia ed una giovinezza da studentessa modello, laureandosi a Roma in Psicologia a soli 22 anni e diplomandosi successivamente all’Accademia di Arte Drammatica nel 1979 come attrice di prosa.

Brillante e vitale, Anna inizia una carriera in ascesa tra ruoli di attrice, doppiatrice (era proprio sua la voce prestata a Judy Garland ne “Il mago di Oz”) e comica quando – nel 1982- esordì nel famoso Trio che le avrebbe regalato la grande popolarità che si è guadagnata fino ad oggi. Parodistiche interpretazioni di giornalisti, personaggi pubblici e pubblicitari segnarono la carriera di questa donna straordinaria capace di poliedriche trasformazioni e pungente satira tanto da esibirsi poi a New York e a Buenos Aires.

Simpatica, di quella simpatia che solo una donna dotata di una intelligenza preziosa può vantare, Anna ed il Trio invadono programmi cult per tutti gli anni Ottanta, come “Fantastico” ed il “Festival di Sanremo” per poi raggiungere i 13 milioni di telespettatori nel 1990 con I Promessi Sposi. Dopo poco il Trio si scioglie – ma solo formalmente – per iniziare nuove carriere da solisti per ogni membro del gruppo, ma in realtà Anna mantiene ben saldi i rapporti con Massimo Lopez e Tullio Solenghi che oggi la ricordano “come una grande amica ed una persona preziosa”.

Una donna “canonicamente” non bella ma sicuramente affascinante, piena di classe ed elegante, mai volgare, neanche nelle sue performance più “spinose”, come “Gina Lollobrigida” o “Rita Levi Montalcini” durante i suoi spettacoli in giro per i Teatri italiani. Nel 2000 pubblica il libro “Che siccome che sono cecata”, il celeberrimo motto della sua Signorina Carlo, prosegue poi con tanti ruoli come doppiatrice in numerosi film e cartoni animati, per poi pubblicare nel 2011 il romanzo “Il Terrazzino dei gerani timidi”, un libro in cui si scopre una donna solitaria e poetica.

La sua lunghissima malattia l’ha costretta a stare lontana per molto dalle scene ma nei momenti di tregua, la tenacia di questa attrice dal sorriso contagioso è sempre tornata dai suoi fans, regalando loro momenti di ironia e gioia. Una donna che incuriosiva il grande pubblico, fatto da anziani e bambini, uomini e donne, attori e gente comune. Lei che aveva il motto della “Non-felicità”, per non farsi troppo male, affermando che la “non felicità poteva essere pure più bella della classica felicità”. Accomunava tutti, lei, con la sua simpatia e la garbata cortesia di chi offre sempre uno spettacolo umano da osservare con cura e prenderne spunto. Una donna composta ed aggraziata che ha lasciato in tutti quelli che l’hanno conosciuta di persona o solo in Tv un sorriso di tenerezza, uno sguardo lieto per aver riso con leggerezza grazie ai suoi ruoli beffardi, convincendo tutti che la vera bellezza viene da dentro. E che brilla attraverso gli occhi.

Barbara Cialdi