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By Barbara Cialdi
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Ibiza, la Isla Blanca: circondata da mare trasparente e spiagge bianchissime, patria della movida internazionale, il luogo dove (da maggio a settembre) almeno una volta transitano attori e modelle, atleti e stelle della tv. Riassumendo: ad Ibiza ci si diverte. Si vive di giorno e ancor più di notte. A Playa d’en Bossa, luogo simbolo preso d’assalto per i parties più scintillanti, non si dorme mai e anche la città di Eivissa, che pullula di bar e chiringuiti tra le sue viuzze del centro storico, appare come un vivace e variopinto tourbillon ricco di personaggi. Prestigiatori, maghi, ballerine, pin up, clown, drag queen, e molto altro. Ma non è tutto.

Ad Ibiza – strano ma vero – esiste un’altra isola, meno conosciuta ma sicuramente molto, ma molto più accattivante e suggestiva: la parte selvaggia che pochi conoscono, quella situata a nord, che non ha niente a che vedere con la zona sud dell’isola continuamente preda degli amanti del divertimento. Una zona brulla, spesso inesplorata, a tratti impervia: grandi scogliere a picco sul mare alternate a calette semi sconosciute, strade tortuose e deserte, una natura a dir poco indisciplinata. Il silenzio della natura viene spezzato, di tanto in tanto, dal rumore del mare. Ed è proprio qui che, dagli anni ’60 in poi, vivono numerose comunità di hippy, leggendari individui che inneggiano al movimento Summer of Love, un flusso di pace amore e musica che nel 1967 approdò a Woodstock e che divenne leggenda. Molti di loro, nelle zone di Cala de San Vicent, Sant Carles del Peralta e Port de Sant Miquel sono diventati dei veri e propri artisti: venditori ambulanti, giocolieri, equilibristi e percussionisti hanno dato vita ai mercatini hippy più famosi d’Europa.

Una cultura che non hai mai tentato di imporre il proprio stile di vita agli altri abitanti dell’isola, nonostante i figli dei fiori abbiano come missione il cambiamento del mondo in qualcosa che si avvicini ad un luogo in cui natura, razze, religioni ed ideologie si possano fondere sulla base del rispetto e della fratellanza, amando e accettando tutti gli esseri umani, senza giudizi e pregiudizi. Per provare una vera esperienza hippy siamo andati a scoprire la spiaggia di Cala Beniràs, a circa 8 km da Sant Miquel de Balansat, tra punta de Cova de S’Ortega e Punta Blanca. Qui si possono incontrare piccoli gruppi di hippy che assaporano la bellezza del paesaggio, suonando percussioni e cantando in onore dell’alba e del tramonto, spesso raccontando storie a chi – come noi- vuole saperne un pò di più. Ma l’esperienza più intensa e vivace rimane quella di girovagare per il Mercadillo di Las Dalias , il luogo di culto per gli hippy dell’isola, regno incontrastato di prodotti artigianali pieni di storia e fascino: vasellame, ceramiche, strumenti musicali. Un trionfo dell’artigianato locale, tra calzature fatte in corda e portafogli cuciti a mano.

Anche il mercato di Punta Arabì, creato negli anni ’70 e posto all’interno di un club residenziale, ospita numerosi bar dove si possono assaggiare cibi locali (guai essere troppo schizzinosi ), comprare una grande varietà di prodotti di gioielleria e bigiotteria, abbigliamento e articoli da regalo e -perchè no- farsi tatuare un ricordo della vacanza. Le bancarelle – coloratissime e bizzarre- sono popolate da hippy di tutte le età, pieni di energia e buoni sentimenti. “Fate l’amore, non la guerra”, è lo slogan che, per gli hippy dell’isola, non passa mai di moda.