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By Alessandra Mazzolari
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Non si parla altro da giorni. Da una parte c’è Harvey Weinstein, sessantacinquenne produttore cinematografico americano che per oltre trent’anni ha dettato legge a Hollywood (era dai più considerato come il terzo uomo più potente dell’industria cinematografica). Dall’altro lato invece troviamo Asia Argento e tantissime altre attrici che siamo abituati ad ammirare sul grande schermo – Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow, per citarne due – che a ruota hanno denunciato gli abusi sessuali subiti in passato proprio per mano di Weinstein, fondatore di Miramax. “Weinstein era alto tre volte me e largo quattro” – ha dichiarato la Argento – “quel giorno, in quella camera da letto, rimasi letteralmente pietrificata. Tutt’ora mi vergogno e mi sento in colpa per non essere riuscita prima a denunciare quanto successo”.

Il caso in brevissimo tempo diventa uno scandalo planetario, che porta alla luce le nefandezze e gli abusi che anche un mondo dorato come quello del cinema può riservare. Ma siamo solo all’inizio. Fin qui abbiamo parlato di un predatore e delle sue vittime. Jessica Chastain, Lena Headey, Kristen Stewart, Cara Delevingne. Come un domino, una dopo l’altra tantissime star hanno voluto rendere pubblica la loro terribile esperienza. Un gesto che ha diviso in due l’opinione pubblica. La domanda sconcertante che circola sui social è “Perché parlare proprio adesso, a venti, dieci, cinque anni di distanza e non denunciare subito l’accaduto?”. Prendiamo ad esempio il caso della Argento: una giovane ragazza, messa all’angolo, braccata. Siamo nel 1996 e gli abusi sessuali sono appena diventati un reato perseguibile. Basterebbe questo nel provare a comprendere quanto fosse difficile e intricata la situazione.

Ora Weinstein è stato allontanato dalla Miramax, con l’Academy of Motion Pictures and Science che gli ha tolto qualsiasi potere. E la seconda moglie, Georgina Chapman, ha chiesto il divorzio dopo aver saputo delle molestie perpetrate dal marito. “Weinstein ha provato a più riprese a comprarmi: regali, ruoli da protagonista, persino appartamenti. Non ho più voluto avere niente a che fare con lui”. Questo è quello che Asia Argento e tante altre donne hanno dovuto provare sulla loro pelle, convivendo per anni con un senso di colpa interiore. Il sollievo, almeno parziale, è che il loro coraggio e il loro grido di dolore ci permette di capire quanto ci sia ancora da fare per estirpare a qualsiasi livello una delle piaghe più terribili che affliggono la nostra società.