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By Barbara Cialdi
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Sono trascorsi ben 36 anni da quel 14 settembre 1982, quando in un giorno di fine estate la bellissima e leggendaria ex attrice premio Oscar osannata da Hitchcock e poi divenuta principessa di Monaco, perse il controllo della sua autovettura insieme alla figlia Stèphanie, allora diciassettenne. Grace Kelly morì qualche giorno dopo a Montecarlo, tra lo sgomento dei suoi sudditi, del mondo intero e, soprattutto, del Principe Ranieri che l’amò intensamente e che non riuscì mai a sostituirla.

Nata a Philadelphia il 12 novembre 1929 da una ricca famiglia di origini irlandesi, iniziò la carriera di modella all’età di 22 anni per poi approdare al cinema, debuttando nel film Quattordicesima ora per poi recitare l’anno seguente come co-protagonista nel western Mezzogiorno di fuoco, al fianco di Gary Cooper. Ma fu la trilogia diretta da Alfred Hitchcock –  Il delitto perfetto, La finestra sul cortile e Caccia al ladro – a consacrarla come vera diva nel firmamento delle star d’oltreoceano. Fu proprio grazie alla sua interpretazione in Caccia al Ladro che l’attrice conobbe il suo futuro marito, il principe Ranieri, permettendo alla promettente artista di trovare l’uomo della sua vita.

Il maestro del brivido era solito chiamarla con l’appellativo “ghiaccio bollente”, proprio a indicare l’estrema sensualità della giovane Kelly. Sensualità che sprigionava in modo assoluto e intenso grazie anche a una classe innata e una bellezza fuori dall’ordinario. Nel 1955 la futura principessa di Monaco vinse l’ambitissimo premio Oscar grazie alla sua performance ne La Ragazza di Campagna per poi recitare nella pellicola Il cigno (in cui vestì il panni, guarda caso, proprio di una principessa) e il suo ultimo lavoro, Alta Società nel 1956, che segnò il suo ritiro dalle scene dopo il matrimonio con il Principe Ranieri III di Monaco, avvenuto nello stesso anno.

I copioni scritti su misura per lei continuavano a fioccare, ma Grace non accettò più alcun ruolo nel mondo del cinema. La sua propensione al ruolo di moglie e, successivamente di madre, la rese assolutamente convinta della sua decisione di dedicarsi completamente alla famiglia. I tre figli – Carolina, Alberto II e Stèphanie, occuparono i suoi sogni e la sua vita fino al giorno del tragico incidente. All’età di 52 anni l’affascinante bionda protagonista delle più famose produzioni hollywoodiane morì ma, allo stesso tempo, entrò effettivamente nello spazio eterno del mito. Grazie alla sua eleganza, i suoi look e il suo bon ton ha marcato il territorio della diva senza tempo alimentando la favola della ragazza priva di sangue blu (nonostante fosse molto ricca) che corona il suo sogno d’amore divenendo principessa. Il suo stile iconico, il suo portamento regale e impeccabile così come gli accessori ancora attuali che amava indossare hanno fatto di lei una vera e propria musa fashion, tanto da ispirare nel 1935 la celeberrima Kelly Bag, la borsa disegnata da Hermès e che la stessa Grace usava per nascondere il pancione durante la sua prima gravidanza. Fu da lì che l’accessorio prese il suo nome e divenne, negli anni, un pezzo iconico, osannato dalle donne di tutto il mondo. C’è persino una Barbie che indossa il famoso abito nuziale disegnato per lei dalla costumista Helen Rose della MGM. Trentasei anni dopo, il mito continua.