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By Matteo Squillace
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Si riparte dai volti che ormai abbiamo imparato ad amare e odiare, si riparte dalla morte di Pietro Savastano. Ma la verità è che tutto nasce e muore a Napoli, protagonista principale della terza stagione di Gomorra, in onda su Sky a partire dal prossimo autunno. La grande novità – che desta allo stesso tempo curiosità e un po’ di paura – è il cambio della guardia in regia: dopo le prime due stagioni il compito di Stefano Sollima è finito.

Il regista romano ha deciso di concentrarsi su altri progetti (in primis la realizzazione di Soldado, sequel dell’acclamato Sicario di Denis Villeneuve) passando il testimone a Francesca Comencini e Claudio Cupellini. Le riprese della nuova stagione termineranno ufficialmente il 10 giugno a Napoli, dopo le prime scene girate in Bulgaria a novembre scorso: dobbiamo quindi aspettarci che la battaglia per il controllo di Napoli esca dai confini nazionali? Assolutamente sì, ed è l’unica anticipazione succosa che si ha finora sulla trama. A provare a colmare il vuoto di potere lasciato da Pietro Savastano ci saranno ovviamente il figlio Genny (Salvatore Esposito) e Ciro l’Immortale (Marco d’Amore). Traffico di droga e lotte tra clan non sono però solo una questione tra uomini, perché Patrizia (Cristiana Dell’Anna) e Scianel (Cristina Donadio) avranno un ruolo ancor più centrale, e il loro profilo emotivo sarà ancor più calcato rispetto alla stagione precedente.

Loris De Luna e Arturo Muselli sono invece i nuovi attori destinati a far saltare il banco e rendere ancor più intricata la trama: il primo è Valerio, un giovane della Napoli bene visceralmente attratto dalla malavita (specchio di una realtà sempre più amara e inspiegabile), mentre il secondo è Enzo, capo di una nuova fazione nota con il nome di “talebani”. Ai quartieri di Secondigliano e Scampia si aggiungeranno anche le intricate via di Forcella: “Siamo qui, nel cuore della città, per raccontare una storia che insegue la realtà – dice Marco d’Amore durante la conferenza stampa di presentazione -. Se la rinascita di Napoli non parte da qui, dal centro storico, allora non potrà mai avvenire”.