Giovanni Caccamo: caparbietà e grande talento

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Giovanni Caccamo e un pianoforte nero a coda, un fascio di luce bianca proiettata sul muro alle spalle e un microfono nell’essenziale eleganza della sala comunale di Portobuffolè. Tutto è pronto per accogliere il vincitore nella sezione giovani dell’ultimo Festival di Sanremo.

L’appuntamento è quello intimo e raccolto del “Live at home”, un’occasione per ascoltare la voce pulita di Giovanni modulata senza i filtri delle sale di registrazione in un incontro che nasce “per creare un dialogo ed eliminare qualsiasi filtro tra pubblico ed artista” e per il quale chiunque può candidare la propria casa come palcoscenico per un suo concerto mettendo a disposizione un pianoforte e dello spazio per il pubblico.
Quando Giulia Pezzuto (consigliere comunale) ha inoltrato la disponibilità del Comune di poter ospitare il concerto nel salone del Fontego, Giovanni ha esclamato “In un borgo dal nome Portobuffolè ci devo assolutamente andare”. È così è accaduto venerdi 9 Maggio.
Il tempo è scandito dalla sua voce delicata e intensa, dalle domande rivolte da chi è presente, dall’autentica spontaneità di Giovanni Caccamo che con la sua simpatia ha conquistato subito tutti i presenti. Perché quello che in pochi sanno di lui è che oltre ad essere un cantante è anche un ottimo imitatore: Battiato, Caterina Caselli, Fiorello sono solo alcuni dei personaggi ricalcati durante la serata.
Al pianoforte, quella sagoma resa scura dal contrasto con la luce che lo investe ne definisce il profilo, non solo quello di un corpo esile ma soprattutto quello della sua voce così robusta che ha interpretato alcuni brani del suo album e di altri artisti. L’allegria di “Mare mare”, canzone scritta dallo stesso cantautore, ha fatto sì che tutta la sala ritmasse con le mani la melodia impartita dal brano e dal Sindaco Andrea Susana. I brividi, invece, sono arrivati quando i martelletti del pianoforte hanno iniziato a replicare le note di una canzone di Battiato “La cura” che hanno accompagnato la sua voce delicata e i pensieri di ognuno.
Giovanni è uno giovane, ha soli ventiquattro anni e li ha spesi quasi tutti a nel trovare la strada per poter fare nella vita ciò che più gli piace: cantare.

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Sono partito a diciotto anni dalla Sicilia, e mia mamma la prima cosa che mi disse è di continuare a cantare ma soprattutto di studiare. Quindi feci il test per il Politecnico e ho iniziato a studiare architettura. Nel tempo che rimaneva ho bussato a tantissime porte che non si sono aperte. Ho fatto anche i provini per partecipare ad X-Factor (circa cinque anni fa) perché inizialmente non scrivevo i testi e quindi per chi interpreta, i talent sono un’occasione importante. Feci tutte le selezioni e alla finale rimanemmo in otto, ne scelsero però solo quattro ed io non ero compreso. Quel “NO” mi era sembrato un delusione enorme, ma da lì ho capito che avrei potuto iniziare a scrivere”.
Giovanni  Caccamo è uno caparbio, e non rinuncia ad inseguire il proprio sogno. Pur fiaccato dai primi insuccessi, immagina altri metodi, anche creativi, per far conoscere la sua arte e cercare di arrivare ai contatti giusti.
Proposi alla Rai di condurre un format per Sanremo che mi offriva la possibilità di conoscere personaggi vicini alla musica a cui proporre le mie canzoni. Intervistai Raphael Gualazzi e gli chiesi cosa significava lavorare con l’etichetta italiana più importante (Sugar, ndr). Chi l’avrebbe mai detto: oggi lavoro per la stessa casa discografica. La vita è imprevedibile”.
Ma la vita è una sequenza disordinata di eventi che seguono una logica strana, e se Giovanni si era trasferito dalla Sicilia a Milano per studiare e magari per avere successo, sarà proprio la sua isola a regalargli l’incontro tra i più importanti della sua vita.

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Terminate le lezioni a Luglio, ritornai in Sicilia dove una mia amica mi disse che a Donnalucata c’era Battiato in vacanza e quindi mi appostai dietro ad un cespuglio in attesa che passasse per lasciargli il mio Cd. Appena mi vide, mi guardò malissimo e mi disse “C’è un Cd lì dentro?” e io risposi di sì. Lui mi liquidò con “Va bene, ciao”. Il giorno dopo trovai cinque chiamate anonime e un messaggio in segreteria “Sono Battiato ho ascoltato l’album. Davvero molto bello. Ci vediamo domani alle undici in spiaggia. Ciao.”. Quando sono arrivato lì l’indomani si scusò dicendomi “Sono stato un po’ cafone ieri, scusami, ma sono trent’anni che mi rompono le scatole con questi Cd” . È stato comunque difficile dopo tante porte in faccia, ci fosse qualcuno di interessato alla mia arte. Mi lasciò stupito il fatto che, mentre parlavamo, citava frasi delle mie canzoni e da lì è iniziato un rapporto meraviglioso. Da quel giorno di Agosto sono passati altri due anni prima della pubblicazione del mio album, perché la musica è fatta di rami e devi trovare il ramo giusto per te. Oggi è davvero complicato assumersi la responsabilità di produrre un giovane artista, è una strada lunga in cui bisogna aspettare tanto tempo. Nel frattempo vedi le tempistiche televisive che sono molto più veloci, ma che possono essere un fuoco di paglia”.
Giovanni Caccamo è uno che ce la sta facendo, perché mette impegno e passione senza lasciarsi intaccare dalla vanità del successo e del voler esserci ad ogni costo. E se di costi vogliamo parlare, i soldi spesi per il suo Cd sono quelli meglio investiti nell’ultimo mese. Bravo Giovanni.

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Si ringrazia
Comune Portobuffolè
Andrea Susana (Sindaco Comune Portobuffolè)
Antonella Rossit (Responsabile Area Amministrativo-Finanziaria Comune Portobuffolè, per avermi invitato)
Giulia Pezzuto (consigliere e organizzatrice dell’evento “Live at Home” a Portobuffolè)
Stefano Zappaterra (manager Sony)