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By Antonino Pezzo
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In Posh, film del 2014 diretto da Lone Scherfig, abbiamo visto fino a che punto può spingersi il lato più estremo dei ragazzi: cinismo, vizi, dissolutezza, sentimenti megalomani amplificati da alcol e droghe. Una spregiudicatezza che si triplica in individui dalle possibilità economiche smisurate, incalcolabili, ovvero fortune che iniziano ma non finiscono. Molta gente, tuttavia, ha compreso che l’unico modo per frenare la pericolosità di certi istinti è distruggere in modo diretto la fabbrica che permette di alimentare tali opportunità di piacere: il denaro.

Da Bill Gates a Warren Buffet, il numero di uomini multimiliardari impegnati a ostacolare il passaggio di fondi ai propri figli cresce sempre di più. In questa lista sono presenti anche icone della musica come Sting, o popolarissimi personaggi del mondo della tv come Gordon Ramsay.

Appare, dunque, non usuale che gente ricca e famosa decida volontariamente di non dare soldi alla propria prole: in alcuni casi la scelta è addirittura quella di non lasciare alcuna eredità materiale. Ad esempio Ramsay fa viaggiare i figli in classe economy, e concede loro una ragionevole paghetta settimanale perché “devono capire qual è il valore delle banconote”. Il solo allontanamento dai conti bancari non basta però, la condizione va associata a un’attenta analisi del provvedimento, classificato a priori come giusto e reale.

“Dare la somma concordata per responsabilizzare” pare sia il motto proprio di Bill Gates. Il sessantunenne fondatore della Microsoft, che vanta un patrimonio di oltre 90 miliardi di dollari, ha affermato che lascerà la maggior parte dei suoi averi in beneficenza, escludendo perciò i figli: «Loro riceveranno un’ottima istruzione e abbastanza soldi da non avere difficoltà economiche, ma dovranno costruirsi la loro carriera. Dare ai ragazzi un’enorme somma di denaro non è fargli un favore. Distorcerebbe tutto quello che potrebbero fare, mentre stanno costruendo il loro percorso. Questo denaro è destinato ad aiutare le persone più povere. I nostri figli lo sanno, e ne vanno orgogliosi. Hanno visto di persona i progetti che finanziamo».

Anche Warren Buffett, con un patrimonio di 65 miliardi di dollari circa, ha spiegato che i suoi figli potranno poggiare le mani solo sull’1% delle conquiste Buffett. «Continuo a credere che una persona molto ricca debba lasciare ai figli una somma sufficiente per permettergli di fare qualcosa, non per permettergli di non fare niente».

Persino J.K.Rowling, una delle donne più ricche del mondo e autrice di Harry Potter, che è tra i libri più famosi nella storia della stampa, si era lasciata scappare: «Non voglio che i miei figli vengano discriminati solo perché la loro madre è ricca e famosa. Loro avranno una vita normale e faranno una vita normale, come tutti».

La verità è che la qualità di una vita sana batte ogni quantità.