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Il primo giorno del mese di dicembre test gratuiti per le piazze d’Italia e campagne sui social. Ma il messaggio alle volte non viene recepito, o peggio finisce nel dimenticatoio…

Sarebbe troppo facile snocciolare i dati mostruosi che globalmente si porta dietro il virus HIV per convincere (chi ancora non l’ha fatto, per angoscia o pigrizia) a sottoporsi al test. Leggi 1 dicembre sul calendario e per molti è un giorno come un altro: oggi invece è la Giornata mondiale contro l’AIDS, una malattia che nel mondo contagia una persona ogni due minuti. Una delle principali cause di morte tra gli adolescenti, e lo scorso anno in Italia ci sono stati 3.500 nuovi contagi accertati. Un numero che però contribuisce solo in parte a far capire l’entità del problema, visto che nel nostro Paese sono ancora troppi i casi di persone che scoprono solo tardi (troppo tardi, andando incontro poi a cure economicamente quasi inaccessibili) di essere sieropositive. Colpa della mancanza di una vera campagna di prevenzione e sensibilizzazione che duri tutto l’anno, e della difficoltà di accedere al test (che, salvo in rarissimi casi, rimane a pagamento senza possibilità di mantenere l’anonimato).

Alcuni piccole ma sostanziali manovre che aiuterebbero a fermare il contagio, visto che di questo passo nel giro di vent’anni i nuovi casi di sieropositività tra gli adolescenti di tutto il mondo passerebbero da 250.000 a 400.000. Dal 1988 (anno in cui venne istituita la Giornata mondiale) l’1 dicembre permette a tutti i malati di AIDS di raccontare la propria esperienza, troppo spesso costellata di episodi di discriminazione: anche testimonianze del genere basterebbero per convincere chiunque a seguire le più semplici regole di prevenzione.