Giorgio Armani: "L'uomo si vesta da uomo"

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Giorgio Armani: "L'uomo si vesta da uomo"

E te pareva! Anche Re Giorgio è scivolato, e lo ha fatto urtando lo scranno dell’impero omosessuale che, fregandosene sulla tenuta del suo femore dopo l’urto, si dice pronto a fracassargli anche l’altro.
La maretta presso il casato-Gay deriverebbe da una dichiarazione dello stilista che pare aver mosso più aria di una pompa di calore in Febbraio a Cortina, tanto da riscaldare anche gli animi più algidi. Quelli di chi sceglie di dismettere la canotta traforata allo scadere del cambio delle gomme estive con quelle invernali.
L’uomo dell’ Emporio più famoso al mondo, varcata la soglia degli ottanta, infilza l’ago al punta spilli e dispensa buoni consigli, probabilmente stanco e nauseato dalle parate carnevalesche che hanno invaso il mondo omosessuale.
E francamente non ci vedo nulla di male nel dichiarare “gli omosessuali che si esibiscono raggiungendo gli estremi, per poter dire ‘Ah, lo sai, io sono un omosessuale’, questo è qualcosa che non ha nulla a che fare con me. Un uomo deve essere un uomo“, e non mi pare commetta crimini contro l’umanità nell’impallinare camicette paillettate e magliette in tulle.
D’accordo, può esserci il concorso di colpa per aver disegnato e venduto a suo tempo robe simili, ma in vecchiaia si vede tutto con più lucidità e ci si toglie lo sfizio di evitare ad altri i propri errori giovanili; e in un Paese dove nessuno si scandalizza per i selfie del chirurgo plastico Giacomo Urtis in sala operatoria con alle spalle un paziente intubato, tutto questo accanimento non lo capisco.
Vorrei che le varie associazioni a difesa del mondo omosessuale ci spiegassero cosa ci sia di omofobo nella sua dichiarazione, che altro non è che un invito a vivere la propria sessualità con uno stile più sobrio senza il bisogno di ostentare lazzi e fronzoli che appartengono più al mondo gipsy che a quello nostrano.
La questione sollevata è di gusto, e non di avercela con lo spaccato di società che si è ricoperta di lustrini e piume di fagiano fino all’altro giorno.
È inutile negare che l’omosessuale medio non aderisce esattamente allo stereotipo di hipster-talebano ma preferisce uno più ricercato ed elegante che non prevede più , viva Dio, pantaloni in pelle e camicie animalier.
Allo stesso modo è innegabile che anche i più refrattari abbiano appeso spalline e giacche di velluto al chiodo facendo in modo che i confini tra l’abbigliamento scelto dagli etero e quello scelto dai gay non siano più così marcati come lo erano un tempo, diventando per il bene di tutti più fluidi.
Impossibile dimenticare i “militanti-omo” dell’epoca di Boy George e Renato Zero che imitavano quello stile eccentrico e palesemente trasgressivo, che negli anni è sicuramente scemato ma ha lasciato qua e là degli strascichi.
E a quest’ultimi ci sta che anche Giorgio Armani dica basta! Senza che si comincino sventolare i ventagli di pizzo per l’indignazione.