Florence Queer Festival a Firenze: guida alla 14° edizione

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Il prossimo novembre (dal 10 al 15) nel capoluogo toscano avrà luogo la quattordicesima edizione del Florence Queer Festival diretto da Bruno Casini (giornalista e organizzatore culturale toscano, nonché pigmalione della leggendaria rock band dei Litfiba) e Roberta Vannucci. Cinque intense giornate sulla queer culture e cinema a tematica LGBTIQ.

Sono oltre trenta i titoli in programma che analizzano il tema dell’uguaglianza nel mondo LGBT: la rassegna terminerà con la premiazione per il Miglior Film e Miglior Documentario. Fiore all’occhiello di questa edizione il concorso Videoqueer, in cui saranno proiettati cortometraggi provenienti da tutto il mondo.

 

Tra gli highlights dell’edizione 2016 l’incontro con la regista Nadia Pizzuti, che presenta Lina Mangiacapre. Un omaggio alla fondatrice dello storico gruppo delle Nemesiache e protagonista del movimento femminista negli anni Settanta. In anteprima europea ci sarà anche la proiezione di Daddy, una commedia diretta e interpretata da Gerard Mc Collouch che parla di un giornalista che riscopre il valore dell’amicizia e della famiglia dopo una relazione finita male con uno stagista.

Garten der Sterne è un documentario fortemente voluto da Casini: è ambientato a Berlino in un piccolo cimitero, famoso soprattutto perché ci sono le tombe dei Fratelli Grimm. Inoltre vi riposano molte figure della scena gay culturale berlinese, vittime dell’ AIDS dagli anni ’80 ad oggi, tra cui travestiti che hanno avuto un grosso ruolo nel movimento politico gay tedesco. Interessante notare come nella emancipata capitale tedesca il posto sia diventato un luogo di aggregazione per famiglie di ogni genere: la proiezione ci sarà per far riflettere gli italiani, un popolo che rimane ancora molto turbato dalle realtà minoritarie come quelle LGBT nonostante recenti sdoganamenti televisivi.

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In cartellone sono in programma film e documentari in anteprima nazionale tra cui MAJOR! di Annalise Ophelian sulla vita di Major Griffin-Gracy, una ex carcerata di colore transgender e attivista che da oltre quarant’anni si batte per i diritti delle donne trans.

E poi Varichina, una produzione italiana che racconta la storia di Lorenzo De Santis, il primo gay barese a urlare pubblicamente la sua diversità a cavallo tra gli anni ’70 e i ’90. Regia di Antonio Palumbo e Mariangela Barbanente. Da segnalare anche l’anteprima italiana di Sex and Silver Gays, documentario sulla “gaia vecchiaia” di un gruppo di uomini maturi in un albergo dove si incrociano sesso e racconti di vita.

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Evento importante è la proiezione mattutina (sabato 12 novembre ore 11:00) con il film Né Giulietta, Né Romeo per la regia di Veronica Pivetti, presente in sala. Per questa proiezione l’ingresso è libero. La rassegna terminerà con l’anteprima europea di Hunky Dory, una commedia drammatica di genere glam rock su una drag queen che si esibisce nei club di Los Angeles e che impara a creare un legame con il figlio undicenne. E poi Where are you going, Habibi? una storia di amore forte, erotica e coinvolgente tra un naziskin ed un ragazzo turco.

Come da tradizione non mancheranno eventi collaterali legati alla letteratura, all’arte e al teatro con un’anteprima d’eccezione allo Spazio Alfieri (mercoledì 9 novembre) come Queerlesque, con importanti performer della scena europea per un favoloso e suggestivo spettacolo queer che sovverte i confini convenzionali di genere e sessualità del burlesque. La performance Canzonaria di Chiara Guarducci (giovedì 24 novembre a Ireos), un discorso sragionato sull’amore, il monologo di una donna, di una controfigura di sé, che provoca, s’interroga e canta.

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Dal 5 novembre al 20 novembre, tra gli eventi paralleli al festival, segnaliamo la mostra Queer ClubbingUn secolo di immagini notturne Lgbtiq attraverso la collezione di Luca Locati Lucani: un percorso di cartoline, flyers, pubblicazioni, manifesti e volantini dagli anni venti agli anni novanta di serate a tematica LGBT. Tutto questo e molto altro è Florence Queer Festival: cinque giorni nel capoluogo toscano per riflettere sulle identità di genere.