Carlo Sala: Sperimentazione e Creatività
27 Gennaio 2016
Giulio Greco
29 Gennaio 2016

Tutti, proprio tutti, parlano delle unioni civili.
Parlano e straparlano su quanto giusto sia o no concedere a due persone dello stesso sesso di unirsi (o sposarsi), vedendosi così riconoscere una serie di diritti, da quelli più futili a quelli più essenziali; ma questo poco importa, perché una società democratica è una società che si fonda sui doveri come sui diritti e alcuni di questi sono, per l’appunto, fondamentali!

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Basta seguire la TV per veder gay a favore delle unioni, preti che la scongiurano, altri gay che la rinnegano, altri etero che entusiasti l’auspicano, insomma un tirar continuo per la giacca del SI oppure indistintamente del NO.
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Insomma, lo avete notato?
Favorevoli oppure contrari, tanti pensano ai bimbi che crescerebbero traumatizzati, tanti dicono che non sarebbe giusto autorizzarli o al massimo ok, facciamoli unire (ma mai sposare), ma assolutamente no alle adozioni tra gay.
Riflettiamo, riflettete e ricordate…
Qualcuno, all’asilo, vi ha mai detto “ricordati che un giorno potrai abortire”?
Qualcuno, in prima elementare, alla lavagna vi ha fatto scrivere A come “Ah ricordati che potrai divorziare”?
Si parla di diritti.
Quando un cittadino ha un diritto RICONOSCIUTO, non deve per ordine di un dottore, di un magistrato o di un vescovo esercitarlo.
Si chiama LIBERTA’.
Libertà di poter unirsi alla donna della propria vita indipendentemente che tu sia un uomo o una donna.
Libertà, se sei un uomo, di scegliere di adottare un bimbo che magari una coppia etero, dopo averlo procreato, vi ha rinunciato non avendo interesse a fare i genitori, giudicandolo un errore.
Una persona, figlia di un paese democratico e libero, è libera di comprare un cane, di adottare un gatto, di fare una donazione agli orfani, di lasciare il proprio patrimonio allo IOR… ops! …alla Chiesa, di togliersi la vita se il dolore e l’assoluta inesistenza di cure lo ha debilitato lasciandogli solo sofferenza; quella persona è libera di correre, di dormire tutta la domenica, di mettersi una minigonna o se lo desidera il burka, oppure di andare a farsi una nuotata al lago piuttosto che in una piscina pubblica.
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Nessuno dice che se non compri un cane dovrai pagare supermaggiorato il ticket sanitario per il pronto soccorso, oppure che devi obbligatoriamente passare una settimana a Viareggio ad Agosto, altrimenti ti viene ritirata la Cittadinanza Italiana!
Ma davvero tutti non conosciamo il significato di libertà!
Ma non siete contenti che anche se non vi piacciono i figli, esistano gli asili per chi li ha?
Non siete contenti che al nord, adesso non esistano più cartelli con scritto “ NON SI FITTA AI TERRONI “?
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Ma davvero non vi sentite più felici sapendo che se un giorno desidererete recitare potrete iscrivervi liberamente ad un corso di recitazione?
Non vi sentite più liberi ora che il servizio militare non è più imposto, e che se volete potete in tutta autonomia fare servizio civile?
Se giocate a tennis trovereste o no stupido, che per legge fosse negata la possibilità di costruire campi da tennis?
Di cosa stiamo parlando?
Solo di libertà.
Io sono felice che, se mio nipote un giorno volesse sposare una donna, avrà la possibilità di farlo in chiesa oppure in comune.
Sarò felice se mio nipote deciderà un giorno di non sposarsi, ma di assumersi comunque la responsabilità di adottare e crescere un figlio, già nato ma ripudiato o abbandonato.
E sarò felice se un giorno a mio nipote, il suo primo cane, lo regalasse il suo compagno al loro primo anniversario.
E per quanto riguarda me, sarò felice di essere Italiano solo quando, come fecero ai tempi dei miei nonni, le piazze si mobiliteranno per rivendicare un diritto e non per negarne un altro a chi la pensa diversamente!

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