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By Matteo Squillace
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La nostra cara amata Terra è entrata in riserva. Oggi, 2 agosto 2017, ricorre l’Overshoot Day. Ovvero il giorno in cui l’uomo ha esaurito le risorse naturali che il nostro pianeta è in grado di rigenerare nel corso di un anno. Pesca intensiva, deforestazione, sprechi elementari ed aumento della popolazione sono le cause principali che determinano questo scompenso. Ogni anno spremiamo all’osso il nostro pianeta, talmente tanto che ormai ci vorrebbe un pianeta “gemello” rispetto alla Terra per riuscire ad accontentare tutti. Il vero problema è che ogni anno l’Overshoot Day ricorre sempre in anticipo: nel 2016 il Global Footprint Network (l’ente incaricato di stimare e misurare l’impronta ecologica della Terra) fissò l’Overshoot Day per l’8 agosto, mentre due anni fa fu individuato il 13 di questo mese come “giorno X”. Insomma, più passa il tempo e più la situazione è destinata ad aggravarsi. Ma le vie per arrivare ad una soluzione e riportare avanti le lancette dell’orologio biologico terrestre non mancano.

A partire dalle emissioni di CO2: riducendo la quantità di anidride carbonica immessa nell’atmosfera del 50% si guadagnerebbero almeno 89 giorni, posticipando così l’Overshoot Day di circa tre mesi. E che dire degli sprechi alimentari? Su 263 milioni di tonnellate di carne prodotta, oltre il 20% viene buttata o persa. E le cifre sono ancor più impietose se ci spostiamo sul pesce consumato, sulla frutta e sulla verdura (la fonte di alimentazione più buttata in assoluto). La rivoluzione, come abbiamo visto, difficilmente partirà dall’alto (Trump pochi mesi fa ha annunciato che l’America non rispetterà i punti stilati nell’accordo di Parigi sul clima): dobbiamo essere tutti noi, nel nostro piccolo, a farci un esame di coscienza ed essere il principale motore del cambiamento.