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Milano ancora lontana, le ore che si dilatano, la mia casa in Veneto in compagnia della mia famiglia. Giorni difficili in cui la distanza sociale mi fa riflettere e mi permette di riesaminare i miei valori profondi e come questi possano essere trasmessi attraverso il mio lavoro. Dalla mia camera ho proseguito il mio corso di studi in fashion styling in modalità e-learning. Nella situazione in cui si trovano i creativi, dalla moda alla fotografia al design, conta soprattutto la concentrazione e l’immaginazione, per cui è necessario trovare le strategie adatte per riuscire a proseguire le proprie passioni anche da casa, senza farsi stravolgere da questo eremitaggio forzato ma prendendo lo spunto necessario per trovare un lato positivo in questa nuova ed insolita situazione. Il tempo a disposizione, quello che non possedevamo prima della pandemia adesso è il protagonista indiscusso delle nostre giornate nel nome del Covid-19. Avendo più spazio per disegnare, leggere, documentarsi e ricercare fonti di ispirazione ho scovato quindi, in questa quarantena, una condizione mentale più libera, dando spazio e creando ciò che non avrei mai pensato di fare prima del lockdown. Così ho messo in gioco la mia inventiva senza uno scopo preciso ed ho intrapreso alcune attività reinventandomi e sperimentando una nuova forma di creatività, più consapevole.

Ho realizzato delle mascherine per la mia famiglia e i miei amici, lavorando su un manichino, creando uno styling ispirato dalle immagini di ricerca e di riferimento in modo rilassato e senza l’affanno di avere una scadenza o un limite di tempo. Da questa attività priva di ansia da prestazione ne è scaturito un lavoro insolito ed unico. Durante questa mia nuova routine mi sono dedicata anche al cinema e alla scrittura, attività riscoperte proprio in questa nuova quotidianità, perché non dobbiamo dimenticare che, anche se siamo stati tutti costretti a restare chiusi in casa, possiamo e dobbiamo ricominciare a sognare. Rispolverando e sistemando i cassetti che non avevo mai tempo di riordinare ho trovato le polaroid di un viaggio di fine estate nel luogo più paradisiaco che abbia mai visto, incastonato tra cielo e terra, forse l’ultimo viaggio prima di questo periodo di isolamento. Perché è così che si riordinano i pensieri e si danno più valore ai ricordi.

Scala Dei Turchi è una parete rocciosa che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, in provincia di Agrigento. A creare questo corpo argilloso così sinuoso non è stato un martello ma l’acqua, con la sua dolcezza, la sua danza e il suo suono. Proprio per questo motivo sono arrivata alla conclusione che dove la forza può solo distruggere, la gentilezza può scolpire. Il virus che ci ha colpito è proprio come l’acqua: un fiume in piena che esonda e ci ha stravolto, ci ha sradicato dai nostri riferimenti e plasmato giorno per giorno, smussando i nostri frammenti di roccia spigolosi. La pandemia ci ha mostrato la stratificazione di noi stessi alla luce del sole, dopo che il mare si è abbassato. Ci ha riportati all’essenza, spogliandoci del superfluo e conducendoci ai limiti della nostra esistenza. Oggi ripenso a quel viaggio con occhi nuovi e probabilmente è proprio questo che bisognerebbe sempre fare: guardare al passato ma con la mentalità che sorge, come un sole, nel futuro.