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By Luca Forlani
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Si è spento infine, nella sua Roma, il celebre cineasta Carlo Vanzina. Aveva 67 anni. Ha combattuto, fino all’ultimo, una lunga malattia. Figlio di Steno – Stefano Vanzina – uno dei più importanti registi di commedie italiane degli anni cinquanta, sessanta e settanta (Totò a colori, Un americano a Roma, I due colonnelli, Febbre da cavallo, La patata bollente), insieme al fratello Enrico ha scritto e diretto tante commedie di successo come Eccezzziunale… veramente e Sapore di Mare. È stato l’ideatore della fortunata saga Vacanze a… (il primo film della serie è stato Vacanze di Natale nel 1983). Regista amato dal pubblico quanto bistrattato dalla critica e da una certa intellighenzia che hanno bollato molti suoi film con l’appellativo di ‘cinepanettoni’. “In una cinematografia seria come quella americana noi Vanzina saremmo venerati come Spielberg. Qui in Italia dobbiamo vergognarci” affermava con rammarico. Carlo Vanzina ha saputo raccontare, come pochi altri, vizi e virtù del popolo italico. Un connubio affascinante tra leggerezza e cinismo, probabilmente trasmessogli da un mostro sacro del cinema come Mario Monicelli, di cui è stato aiuto regista agli esordi.

Debutta come sceneggiatore nel 1975 grazie ad Alberto Lattuada che lo vuole insieme a Giuseppe Berto per lo script di Oh Serafina!. Nel 1976 esordisce dietro alla macchina da presa con Luna di miele in tre con protagonista Renato Pozzetto. Scrive il film “a quattro mani” con il fratello Enrico; una prima volta storica che segnerà l’inizio della fortunata collaborazione tra i due. Con gli anni Ottanta inizia il suo periodo da re incontrastato del box office: I fichissimi con Jerry Calà e Diego Abatantuono incassa 9 miliardi di lire. Nel 1982 è tempo di Eccezzziunale… veramente, seguito da Viuuulentemente mia.

Il 1983 è l’anno dei cult Sapore di mare e Vacanze di Natale che lo consacrano deus ex machina della nuova commedia italiana. Arrivano poi Vacanze in America (1984), Yuppies (1986) e Via Montenapoleone (1987). “Si tratta di un’epoca abitualmente considerata superficiale e vuota ma in fondo in quel periodo non si parlava né di crisi, né di spread. Erano gli anni in cui stava per cominciare l’edonismo della cosiddetta “Milano da bere”; abbiamo messo in campo sogni, sentimenti, speranze, una fiducia nel futuro e nella società e un’allegria diffusa che allora era ancora possibile coltivare e oggi è quasi del tutto scomparsa”, aveva dichiarato Carlo al sito web Cinespresso. Non ci sono solo commedie nella sua sterminata filmografia: il romantico Amarsi un po’ (1984), il thriller Sotto il vestito niente (1985), o ancora Tre colonne in cronaca (1990) – film che affronta le dinamiche della politica e dell’economia italiana negli anni Ottanta, scritto su un soggetto di Corrado Augias – con protagonista Gian Maria Volonté. Quest’ultima pellicola, come raccontato da lui stesso in varie occasioni, andò malissimo perché “il pubblico di Vanzina non entrava, sviato dalla presenza di Volonté. E il pubblico di Volonté non entrava sviato dal Vanzina regista”.

Innumerevoli i messaggi di cordoglio che hanno letteralmente invaso il web. Christian De Sica – mattatore di tanti suoi film – lo saluta così: “Ciao amico mio, fino a ieri abbiamo riso e fatto progetti per il futuro. La mia vita non sarà più uguale a prima lontano da te. Grazie per tutto quello che mi hai insegnato”. “Mio caro amico, persona squisita, persona perbene, ha lottato per mesi come un leone. Sono veramente triste. Abbraccio Lisa, la moglie, e le sue figlie. E il fratello Enrico con tutto l’amore che ho. Buon viaggio Carletto mio adorato”, scrive Carlo Verdone. Massimo Boldi pubblica un video su Facebook e aggiunge: “È lui che ha creato la coppia con Christian, che stiamo portando avanti. Ti vogliamo tanto bene Carlo, andrai a stare meglio. Un bacio e un abbraccio a tutta la tua famiglia, a tuo fratello Enrico e a tutti quelli che ti vogliono bene. Ciao Carlo”. “Senza parole… Ciao Carlo. Ti devo tantissimo”, questo il commento di Jerry Calà, un altro attore con il quale Vanzina ha lavorato molto. Il produttore Aurelio De Laurentiis, su Twitter, scrive: “Caro Carlo, abbiamo condiviso insieme moltissime stagioni della nostra vita da ragazzi e da uomini. Negli ultimi 35 anni ci siamo sbellicati dalle risate a prendere in giro questo Paese straordinario.

Qualcuno non lo ha capito. Ma moltissimi sì. Il tuo garbo da un lato – prosegue il patron del Napoli – e la tua conoscenza professionale dall’altro ti hanno permesso di entrare con merito nella storia del nostro cinema. Ciao Carlo, ti abbraccio intensamente, ti ringrazio e non ti dimenticherò. Aurelio”. Cordoglio anche dal mondo della politica. “La notizia della scomparsa di Carlo Vanzina mi addolora. Il cinema italiano perde un grande regista, capace di cogliere al meglio gli aspetti tipici della commedia all’italiana. Le sue pellicole hanno caratterizzato un’epoca. Le mie sincere condoglianze a familiari e amici”, scrive il Ministro dei Beni culturali e del turismo Alberto Bonisoli. Anche il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati esprime, in una nota, il suo cordoglio: “Con la scomparsa di Carlo Vanzina il nostro cinema perde un personaggio tra i più amati dal pubblico. Figlio del grande Steno, seppe interpretare la realtà del nostro Paese con una comicità schietta e senza fuorvianti intellettualismi. Alla sua famiglia e ai suoi amici esprimo il mio personale cordoglio e quello del Senato della Repubblica”. Dispiace che un cineasta, che si è dimostrato capace di raccontare con sagacia l’Italia e parte della nostra storia, sia stato esageratamente bistrattato “in vita”. Il pubblico però l’ha sempre amato e seguito, regalando ai suoi film un successo incredibile. Un regista popolare, nell’accezione più nobile. Un grande artista che ha saputo parlare a tutti.

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