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«Non si possono perseguitare persone che semplicemente non esistono nella Repubblica Cecena. Se tale gente esistesse, le forze dell’ordine non avrebbero bisogno di agire perché ci penserebbero i loro familiari a mandarli in un posto da cui non si fa più ritorno». Sono queste le parole terrificanti di Ramzan Kadyrov, Presidente della Repubblica Cecena, che negli ultimi giorni hanno sconvolto il mondo.

Si tratta dell’istituzione di veri campi di concentramento, ricavati da ex caserme militari, riservati a uomini che devono “correggere il proprio orientamento sessuale non tradizionale o sospetto”: per omosessuali. L’atroce persecuzione si ripete, di nuovo, come ai tempi di Hitler e di altri dittatori. Le pratiche di tortura sono alimentate da una malvagità indescrivibile: percosse con oggetti, scariche elettriche, minacce e violenza psicologica. È purtroppo giunta anche la conferma della morte di diverse persone. Invece i sopravvissuti, ovvero individui dai sedici ai cinquanta anni che sono riusciti a fuggire, hanno dichiarato di essere stati “all’inferno”.

La detenzione viene messa in atto non appena le autorità stabiliscono la “presenza di omosessualità” in un determinato soggetto, falsa o ipotetica che sia, e prosegue con la perquisizione e il sequestro dello stesso. L’obiettivo di Kadyrov è quello di annientare i gay, estrapolando dai loro cellulari ogni tipo di informazione che riguardi, di fatto, anche gli uomini con i quali hanno avuto contatto. Detto ciò si passa a un isolamento bestiale, con il ritorno a un’aria di orrore del passato. In questo modo persiste la meschina umiliazione nei confronti del genere umano, che prima lo annulla e poi lo manda a morire.

In Russia, intanto, il ministero della giustizia ha inserito nell’elenco dei materiali banditi l’immagine con la caricatura del presidente Putin truccato da drag queen, considerata estremista e non conforme alle leggi della Federazione.

Mentre in Italia non si è fatto attendere l’intervento dell’ex premier Matteo Renzi: “Le notizie che arrivano dalla Cecenia lasciano senza parole. Pensare che nel 2017 esistano dei campi per rieducare uomini “dall’orientamento sessuale non tradizionale o sospetto” fa davvero rabbrividire. La dignità e la libertà degli uomini, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, non possono essere lese così per nessun motivo ed in nessuna parte del mondo. I campi di concentramento per gay ci riportano al nazismo: tutti dobbiamo far sentire il nostro sdegno”.

Per fortuna il mondo sta reagendo a tutta questa grande mostruosità.

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