Home Festival 2017: musica per tutti i gusti
19 Luglio 2017
Guido Milani – L’immagine perfetta
20 Luglio 2017

By Barbara Cialdi
20 Luglio 2017

Che la bellezza sia un dato di fatto, oggettiva e reale, è verità assoluta. Un tramonto suggestivo, un bel piatto da mangiare prima con gli occhi, un vestito o, semplicemente, qualsiasi cosa che ad osservarla regali una sensazione di benessere e felicità è reale. La bellezza è al 99% oggettiva, anche in un essere umano. E spesso viene ingabbiata in stupidi giudizi negativi, sperando in qualche modo di sminuirla. Su questo tema si sono spesso dilungati poeti e canzonieri, scrittori e pittori. La bellezza, pertanto, è qualcosa di assolutamente tangibile; davanti a qualcosa di bello ogni animo umano dovrebbe gioire e non invidiare o dissimulare.

Ma esiste anche la bellezza soggettiva, quella che appartiene ad ogni essere umano, quella che rende interessante o piacevole qualcosa di estremamente personale. “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”: i gusti personali di ognuno di noi fanno sì che la bellezza possa appoggiarsi a cose, fatti o persone assolutamente lontani dai classici canoni estetici; la bellezza può divenire qualcosa di ancora più profondo ed autentico in base a ciò che si prova dentro.

Questo è la sensazione che ho avuto quando, per la prima volta, ho visto il volto di Caitin Stickels. Lei è definita la modella con la sindrome degli occhi di gatto, una rarissima malattia genetica che procura malformazioni del viso e della struttura dell’iride, facendolo somigliare al muso di un gatto. In questa giovane ragazza di 29 anni, affetta dalla malattia di Schmid-Fraccaro, ho visto la bellezza della diversità, la capacità di  entrare nel recinto dell’imperfezione, cosa che tanto attanaglia la società odierna.

Americana, nata a Seattle, scoperta dal fotografo Nick Knight ed immortalata sulla rivista V Magazine, la sua ascesa nel mondo della moda ha fatto non poco scalpore. Il mondo dell’Alta Moda è insorto: la sindrome degli occhi di gatto deforma il viso, rendendo tutto lontano anni luce dai canoni estetici delimitati dall’industria del fashion. Ma a Caitin Stickels tutto ciò non importa e così ha fatto della sua diversità il proprio punto di forza, con ironia e leggerezza. Gli scatti di Knight, ispirati ad alcuni quadri di Gustav Klimt, sono stati ripresi anche dall’Independent che li ha definiti “un passo trionfale verso la giusta direzione della diversità nell’industria della moda ed una sfida alla tradizione interessandosi a modelli che non corrispondono a quelli classici”.

La stilista Vivienne Westwood – ribelle ed anticonformista – non se l’è lasciata sfuggire ed ha deciso di farle indossare gli abiti della Maison inglese più controcorrente dello scenario della moda internazionale. Un vero trampolino per Caitin, che adesso è molto richiesta anche dagli altri stilisti più “normali” che inizialmente avevano gridato allo scandalo. Capelli rossi e fisico sinuoso non passano di certo inosservati così come i numerosi tatuaggi su gran parte della superficie del suo corpo; Caitin Stickels ha smosso il terreno patinato del mondo della moda e lo ha reso più fertile anche a nuove visioni.