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L’autunno già domina, con i suoi colori spenti, romantici, decadenti e le sue sere cupe. Le ore di luce lentamente diminuiscono e lasciano sempre più spazio al buio, alla notte, al mistero. Quando il Sole entra nello Scorpione inizia l’inesorabile dissoluzione delle forme perfette di cui il segno precedente – la Bilancia – è indiscusso maestro. Cadono e muoiono le foglie, si spengono le radici, ci si nasconde dai primi freddi. È uno dei momenti più intensi e impenetrabili dell’anno, in cui il vivente deve necessariamente morire per poter rinascere, cadere per trasformarsi in qualcosa di nuovo.    

Il rito di Halloween – come le maggiori feste di questo periodo dell’anno – è una celebrazione della Morte, non intesa come termine della vita, ma come passaggio fondamentale per un nuovo inizio. E’ una finestra sull’aldilà, un dialogo aperto che scava nel profondo e incontra l’ignoto, l’osceno, l’indicibile, il mostruoso, l’incubo, l’oltretomba. I simboli tipici dello Scorpione prendono forma ovunque: da sottoterra escono zombie che invadono le strade, non esistono volti ma solo maschere spaventose, la filastrocca al campanello è una minaccia – trick or treat – e anche il sorriso più innocente nasconde un lato oscuro.               

Lo Scorpione danza sul confine tra il mondo di sopra e quello di sotto e spinge oltre il limite con intelligenza, ironia e grande profondità d’animo. È uno dei segni zodiacali in cui ha sede Plutone, re degli inferi, pianeta simbolo dell’inconscio e della paura, dei bisogni più istintuali e animaleschi. Pianeta dimenticato e rifiutato dalla coscienza collettiva – al punto da essere declassato nel 2006 dalla scienza come pianeta nano – che ricompare in tutta la sua potenza in forma di terrore, angoscia, incubo.                    
                                                                                 
Reintegrare Plutone, accogliere la potenza trasformativa dello Scorpione, accettare la fine, lo sradicamento, il necessario bisogno di sganciarsi dal passato e dalle proprie sicurezze. Questa è la sfida che ognuno, a prescindere dal proprio segno zodiacale, è chiamato a vivere oggi più che mai; un compito irrinunciabile che difficilmente potrà essere esorcizzato a suon di zucche, ragnatele e lenzuola bianche.