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By Antonino Pezzo
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È una giornata difficile: tu sei triste, ti sdrai sul divano del salotto e chiudi gli occhi. Ti abbandoni completamente. Pensi che vorresti dormire per sempre. All’improvviso una pallina di pelo ti sale addosso, ti guarda fisso e involontariamente ti coccola. Hai un’emozione. Sei grato a quella piccola creatura che ha percepito il tuo malessere, e sai bene che da solo, senza nessuno, senza un essere che ti desse amore, non avresti potuto farcela. L’empatia che scaturisce dal rapporto con il proprio animale domestico è qualcosa del genere, un cristallino sentimento di onestà che ti aiuta a vivere.

Numerose persone ammettono di essere riuscite ad andare avanti, dopo la morte di un parente, solo grazie alla presenza del loro cane. Tra le tante storie in cui ci siamo imbattuti c’è quella incredibile di una giovane donna, malata da tempo di depressione, che ha “ascoltato” il suo gatto poco prima di compiere un salto nel vuoto. «Avevo spalancato la finestra e c’ero salita. Stavo per farlo veramente. Poi ho sentito il mio gattino miagolare, così mi sono girata. Mi ha guardato in un modo strano, come per dirmi di non farlo. Allora sono scesa immediatamente da lì» ci ha confessato. Parole come queste colpiscono perché provano l’immane influenza che gli animali hanno su di noi.

La dolcezza di un cane, gli occhi magnetici di un gatto, la simpatica fantasia del guscio di una tartaruga possono toccare la nostra sensibilità a tal punto da placare le nostre negatività. Quando un animale ci sorride e ci regala il suo affetto, in realtà siamo noi che abbiamo bisogno di affetto, e si dà il caso che loro siano lì, pronti ad alleviare i nostri dolori: una vera e propria terapia. Se non fossimo capaci di amarli, se non fossimo in grado di recepire il loro amore, non saremmo abbastanza umani.