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By Matteo Squillace
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Passateci questa piccola licenza poetica: se ci fate caso, la parola “esploratore” è composta da due parti distinte. E sembra voler identificare i pochi capaci di intraprendere un percorso diverso, avventuroso, ed avere poi i gradi per raccontare quanto visto con parole appropriate.

Conduttore di programmi cult come “E l’Italia racconta” e “Domenica In”, ma anche splendido autore di canzoni per Mina e Ornella Vanoni, all’età di 77 anni è scomparso Paolo Limiti. Nato a Milano l’8 maggio del 1940, l’ex marito della showgirl Justine Mattera è scomparso per colpa di una grave malattia che lo aveva colpito lo scorso anno. 

La sua carriera nel mondo della televisione iniziò dietro le quinte: prima inventore e organizzatore dello Zecchino d’Oro, e poi autore e braccio destro di una leggenda del tubo catodico come Mike Bongiorno.
 L’ascesa come paroliere prima e conduttore poi fu folgorante: fu lui che scrisse Bugiardo e incosciente e La voce del silenzio di Mina. Uno dei volti che rese immortale il primo pomeriggio di casa Rai, capace di catalizzare l’attenzioni di milioni di spettatori con la sua cultura (era nota a tutti la sua grandissima preparazione, ed era fine conoscitore di musica) e le sue capacità oratorie.

Con “Il principe azzurro” e “M’ama non m’ama” (antenato dei dating game odierni) la sua chioma rossiccia divenne immediatamente un simbolo della televisione (così come Floradora, il pupazzo di pezza parlante che si portava in trasmissione), tanto che Mara Venier decise di chiamarlo al suo fianco nel 2004 per la condurre Domenica In. E anche sul palcoscenico più importante della sua luminosa carriera, Paolo Limiti riuscì a entrare nel cuore dell’utente più affezionato grazie al suo linguaggio semplice e appassionante allo stesso tempo.

Nel macro universo della televisione italiana odierna gli innovatori ed esploratori come Paolo Limiti sono divenute ormai figure mitologiche, delle vere e proprie chimere. Pochi come lui sapevano inventare, istruire e poi rimettersi ad esplorare nuovi orizzonti.

Sembra ieri. A te che mi hai creato una carriera. Che hai creduto in me. Che mi hai amato. Love you.

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