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By Redazione
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Se lo avete dimenticato nel cassetto del comodino di fianco al letto, o nello zaino utilizzato per l’ultima gita, allora tiratelo fuori e guardatelo con amore: sì, perché da oggi l’iPod va ufficialmente in pensione. Dopo sedici anni da padrone incontrasto dei lettori Mp3 e oltre 400 milioni di unità vendute, Apple ha deciso di togliere dai propri store virtuali la “scatolina magica” che per anni ci ha fatto compagnia regalandoci la colonna sonora dei momenti da ricordare.

Un’era che finisce, specialmente per coloro che nei primi Duemila si affezionarono alla creatura partorita da Steve Jobs: il primo diario musicale dal design immediatamente riconoscibile (chi se lo scorda più joystick con il pulsante centrale) sul quale si potevano caricare migliaia e migliaia di canzoni. La prima generazione presentava dei modelli argento con la ghiera per scorrere i brani: col tempo diventò “nano”, perchè almeno inizialmente portarselo in tasca era un problema, poi “shuffle” per tutti gli amanti del fitness e del running. Ci ha insegnato ha organizzare le playlist, i podcast, e a scuola i più nerd si sfidavano su chi avesse gli album meglio catalogati, con illustrazioni e testi al seguito per ogni brano. Alzi la mano chi non l’ha mai utilizzato sui banchi delle superiori come bigliettino digitale per copiare durante i compiti in classe…

Inizialmente il mondo della musica non riuscì ad adeguarsi all’impatto che questi marchingegni rivoluzionari ebbero sul mercato: gli album in copia fisica divennero immediatamente roba da paleolitico, e via discorrendo. Ora, con i servizi streaming e la possibilità di racchiudere tutto quello che ci serve in un unico apparecchio, per il nostro iPod non c’è più motivo di esistere. Almeno sul mercato: di sicuro i più nostalgici e affezionati, durante i lunghi viaggi in macchina o le corse al tramonto sulla spiaggia, non vi rinunceranno mai.