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Era il 1986 ed il regista Adrian Lyne portò sul grande schermo 9 settimane e mezzo, la storia piu sexy mai raccontata fino ad ora.

Sono passati ben trent’anni da quella scena dello strip tease della bellissima Kim Basinger, nella penombra di tapparelle davanti ad un Mickey Rourke praticamente irriconoscibile oggi. Lui assolutamente perfetto e spietato, bramoso di soddisfare i desideri erotici, lei ingenua e romantica, pronta a tutto per conquistare quell’uomo intrigante e farabutto.

Era il 1986 ed il film fece scandalo: la storia brevissima (poco più di due mesi) tra la divorziata, impiegata in una galleria d’arte dalla vita monotona interpretata da una poco più che trentenne Kim Basinger ed il consulente finanziario di Wall Street, cinico e famelico, con il volto divino dell’attore Mickey Rourke che oggi – confrontando le foto di allora- si stenta a riconoscere. Sembra incredibile che tanta bellezza e sensualità siano cosa ormai così appannata, ma nel lontanissimo 1986 l’attore americano regnò a lungo con lo scettro di uomo più sexy del pianeta.

Un film che in patria pare non abbia mai raggiunto la fama che altresì ha avuto in terra straniera. Basti pensare che a Parigi il film rimase in cartellone nello stesso cinema per ben cinque anni.
La storia raccontata – breve, intensa, a tratti estrema – narra le vicende sessuali dei protagonisti, tra l’iniziale romanticismo ed il sesso estremo poi, e termina con la triste constatazione da parte della bella Elizabeth McGraw che l’uomo che lei ama John Gray (antenato del più recente Christian Grey di “50 sfumature di grigio”) non fa proprio per lei: non c’è amore ma solo esplorazione e desiderio di scoprire nuove frontiere del sesso.

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Per entrambi i protagonisti “9 settimame e 1/2” ha rappresentato un vero e proprio trampolino di lancio, catapultandoli nello Starsystem hollywoodiano e proclamandoli, dalla metà degli anni ’80 in poi, icone di pura sensualità. Il successo planetario della pellicola, divenuto vero e proprio oggetto di culto sopratutto grazie all’uscita in video cassetta, ha avuto una graffiante colonna sonora creata da Joe Cocker che con la canzone “You can leave your hat on” ha incendiato le immagini hot di questa peccaminosa lovestory.

Un modo di essere, un comportamento accattivante, una sensualità libera e selvaggia hanno contraddistinto tutte le fasi del film, divenendo poi un ispirazione per moltissime donne che si sono sentite “lanciate” in un universo più spregiudicato, giocando la carta della seduzione estrema, senza perdere di vista il controllo delle emozioni, che invece per gli uomini è sempre dura da accettare. Basti pensare che Mickey Rourke – nella scena finale, quando lei se va- invece di correrle dietro decide di contare fino a 50 e lasciarla andare. Perchè in fondo anche lui prova qualcosa per lei ma preferisce non ammetterlo, continuando a fare quello senza cuore.
Speriamo che, dopo trent’anni, le cose siano cambiate e che il cuore invece venga messo sempre al primo posto.

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Barbara Cialdi