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By Antonino Pezzo
10 Marzo 2017

ART

Una ragazza esausta distesa su un prato che avvolge intorno a sé la sua cagnolina, un uomo con il mappamondo al posto della testa e due occhi zeppi di lacrime, una donna che guarda i crateri della Luna, una scritta bidimensionale di colore rosso contro i politici che marciano a sfavore della libertà individuale: questi sono solo alcuni degli esempi riconducibili alla grandezza sconfinata della Street Art.

Come sappiamo essa proviene dalla strada, dalla povertà e dalla sottocultura dei ghetti newyorkesi degli anni ’70 (cioè l’Hip-Hop), dalla voglia di autoaffermarsi e di dar via a un periodo di riscatto basato tutto sul talento. Espressioni artistiche come Graffiti o Murales, nonché manifestazioni proprie dell’anima, ci offrono soltanto una vaga idea di quanto possa essere incontenibile il vulcano che gli artisti hanno dentro. A volte, però, quell’eruzione umana non basta a coprire i pregiudizi e gli stereotipi che la società detiene nei confronti di bravissimi graffitisti. Loro s’impegnano davvero quando comunicano con l’individuo, sensibilizzandolo a qualcosa che i suoi occhi ignorano. “Hey, dove vai? Fermati un attimo, pensa un po’ ”, sembra che dicano.

Se arte e strada si uniscono non ci sono sconti per nessuno: il messaggio di verità ti arriva dritto al cuore.

La Urban Art non tratta solo temi che riguardano i mali del mondo, ma anche concetti meno estremi come ad esempio la voglia di realizzare i propri sogni o l’immaginazione di mondi paralleli in cui potersi rannicchiare, con storie assurde che non ti aspetteresti mai.

Come non ricordare Efêmero, allora, lo stupefacente murale dei fratelli brasiliani OS GEMEOS (Gustavo e Otávio Pandolfo), creato appositamente su una parete dell’Hangar Bicocca a Milano e ispirato proprio alla storia dell’antica struttura, un tempo fabbrica di locomotive. Il personaggio rappresentato dai gemelli Pandolfo si diletta in un viaggio fantastico aggrappato a un treno urbano.

In certe occasioni, purtroppo, quando si parla di opere si parla anche di notizie spiacevoli. Per la Fiera d’Arte Moderna e Contemporanea in programma dal 31 marzo al 2 aprile a Fieramilanocity, c’è un sondaggio che prevede la possibilità di far sparire per sempre il lavoro dell’artista Blu dalla facciata del Pac (Padiglione di arte contemporanea). Ricordiamo che questa opera segnalava il riconoscimento importante della Street Art, per la prima volta da parte di un museo, e che era stato ottenuto negli anni con non poche difficoltà.

La triste consapevolezza è che ci manca quel senso generale di stupore che hanno i bambini quando guardano la “signora bellezza”. Davanti a lei le critiche ingiuste non sono ammesse.