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By Redazione
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ART

Sono volti che sanno sorridere, nonostante le avversità. Nonostante tutto. Silvia Amodio, fotografa milanese classe ’68 e vincitrice nel 2008 del Taylor Wessing Photographic Prize, con i suoi ritratti ha voluto divulgare attimi di vite lontane migliaia di chilometri dalle nostre realtà iperaccessoriate in una doppia chiave: con la delicatezza d’animo di chi osserva l’obiettivo e la potenza delle storie che si celano quelle sagome sospese. I problemi delle persone affette da albinismo, la malnutrizione in Burkina Faso, il lavoro minorile in Perù, la diffusione dell’Aids in Sud Africa. L’autrice non ricorre a immagini drammatiche o moralmente ricattatorie. Etica ed estetica si sposano in un esito che restituisce dignità ai suoi soggetti: ed ecco che, in un attimo, il mondo diventa piccolissimo e le distanze si annullano.

Volti positivi; Tutti i colori del bianco; Deo Gratias, Humandog e I ragazzi del Manthoc sono le cinque serie di fotografie esposte durante la mostra allo SpazioKappa32 di Milano, un evento fortemente voluto dall’artista e dalla Fondazione 3M. L’esposizone L’arte del ritratto si è rivelata un’occasione per rapportarsi con la realtà e l’attualità: non a caso per il giorno dell’inaugurazione si è scelto l’1 dicembre, giornata mondiale per la lotta contro l’Aids. Un modo per mettere in primo piano diverse condizioni umane delle quali si parla ancora troppo poco.

Ph: Silvia Amodio