Michelangelo, disegni da casa Buonarroti

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By Alessandro Vivanti
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ART

Il piccolo corpus di disegni di Michelangelo Buonarroti ospitati fino al 21 luglio alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino, grazie alla stretta collaborazione tra la Fondazione Casa Buonarroti di Firenze e la Pinacoteca torinese ospitata nello Scrigno del Lingotto, in occasione del programma “Leonardo a Torino” per le celebrazioni per i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci, ci offre una piccola ma significativa selezione di disegni di figura e architettura, veri gioielli della Fondazione fiorentina. Se in Leonardo lo studio dell’anatomia umana analizza in maniera mirabile l’interno del corpo umano, in Michelangelo lo studio della plasticità del corpo, nei suoi movimenti e nelle sue pose statiche è emblematico.

Di tutti i disegni che Michelangelo eseguì durante la sua lunga attività, pochi ne rimangono, poiché come ci racconta Vasari, nella sua Vita dell’artista di Caprese, a testimonianza del desiderio di perfezione, prima di morire a Roma nel 1564, egli volle bruciare un “gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti di man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto”. I più numerosi che ancora rimangono, sono studi dal vivo a penna o a lapis, il che riflette esattamente la realtà della sua attività di disegnatore, ma non tutti questi studi dal vivo sono dello stesso tipo: vanno dalla rapida annotazione della struttura anatomica, come così perfettamente esemplata nello studio per Adamo nella Cacciata dal Paradiso Terrestre per la Cappella Sistina, a studi di una ricchezza di descrizione anatomica mai più raggiunti, con dettagli quanto mai fini e ricercati. Molti dei grandi studi di nudo, sono ormai fin troppo noti, ma costituirono un canone per questo genere di disegno per oltre trecento anni. Nessuno li capì meglio di Rubens nel Seicento, che ne studiò approfonditamente i passaggi tra lo stadio del disegno e del cartone preparatorio al dipinto, dove si evidenzia la definizione dei particolari anatomici, teste, mani, piedi, molto spesso eseguiti sullo stesso foglio.

 

La selezione che viene presentata nella mostra, consente di documentare la grafica di Michelangelo nei suoi differenti aspetti: si va dagli Studi di gambe resi con un energico e possente tratteggio a penna e a carboncino, che evidenzia le massi muscolari al vivo di impareggiabile ricerca dell’anatomia maschile e databili tra il 1524 e il 1525, allo schizzo parziale di nudo virile, a penna, con scritte autografe e non, che dà conto come l’artista usasse reimpiegare un medesimo foglio di lavoro, per appuntarvi scritti e idee grafiche. In esposizione sono presenti lo Studio per gli Ignudi della Volta Sistina, a matita nera e carboncino, e 5 schizzi di tema architettonico. Completa la mostra il modello di torso virile in terracotta bianca, che evidenzia nella sua tridimensionalità, il passaggio dal disegno alla scultura.

La Casa Buonarroti di Firenze conserva numerosi tesori, come la Madonna della scala, sublime bassorilievo in marmo (tecnica dello “stiacciato”) di epoca giovanile (1490 circa), la Battaglia dei centauri, rilievo non finito, molto probabilmente eseguito per Lorenzo il Magnifico su un tema suggerito da Angelo Poliziano, il Dio fluviale, unico modello preparatorio di grandi dimensioni per una scultura, autografo di Michelangelo. È il progetto per una statua per la Sagrestia Nuova di San Lorenzo, dove Michelangelo lavorò dal 1521 al 1534, anno in cui interruppe la sua impresa fiorentina, per recarsi definitivamente a Roma. L’eccezionalità dell’opera è la tecnica usata, con argilla cruda, sabbia di fiume, peli di animali, fibre vegetali, legno, filo di ferro e rete.

La collezione si venne costituendo nel corso del secolo XVII, ed è in gran parte documentata da un inventario risalente al 1684, chiamato Descrizione Buonarrotiana, che la dice conservata nello Scrittoio di Michelangelo il Giovane nella Stanza della Notte e del Dì.