Si vola in terza classe
26 Gennaio 2017
Luisa Menzen
26 Gennaio 2017

By Alessandra Trabucchi
26 Gennaio 2017

ART

Inaugura il 26 gennaio a Milano, nell’affascinante cornice di Palazzo Morando, una mostra dedicata a un genio spagnolo. Questa volta, nelle sale museali del palazzo però, il genio non sarà quello di un pittore o di uno scultore, ma di un artista delle scarpe, l’iconico Manolo Blahnik.
Manolo Blahnik. The Art of Shoes” è a cura di Cristina Carrillo de Albornoz ed è organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con lo stesso artista, e rimarrà aperta fino al 9 aprile. “Le donne milanesi mi rendono orgoglioso” ha detto il designer canario, che ha voluto dedicare la sua esposizione alla memoria di Franca Sozzani e Anna Piaggi.

Si tratta di una retrospettiva su questo artista e il suo mondo, raccontata attraverso 212 modelli di scarpe e 80 disegni, che ci permettono di immergerci a pieno in più di 45 anni della sua attività da stilista. Il titolo “The Art of Shoes” è stato scelto proprio per sottolineare come, l’arte e la cultura italiana, hanno influenzato e ancora oggi influenzino lo stilista, rendendo le sue scarpe delle vere e proprie opere d’arte. Si passa dai coralli di Sicilia al barocco, dai film italiani alle sculture romane. Insomma, tutto ciò che è in mostra serve per mostrare e rivelare le sue passioni, che sono proprio la base delle sue creazioni.

La mostra, divisa in sei sezioni, presenta la prima più vasta intitolata Core, dove sono presenti calzature ispirate a personaggi e persone che hanno avuto influenza e importanza nella vita di Manolo Blanhnik. La seconda, chiamata Materiali, presenta calzature che vantano una cura al dettaglio quasi maniacale e una grande ricerca di materiali, colori e forme. La terza sezione, Costruzioni, esprime il suo amore per architettura, design e arte. Nella quarta, Gala, sono invece presenti le sue scarpe più creative, come le celebri Marie Antoniette.

La quinta sezione è invece dedicata alla Natura, poiché la botanica è una delle passioni più grandi di questo artista/stilista. L’ultima sezione, la sesta, è invece dedicata alle creazioni che hanno subito le sue influenze geografiche, partendo da scarpe ispirate al mondo italiano, a quello spagnolo, per arrivare anche alla fredda Russia, alla profonda Africa e al lontano Giappone. Insomma, quella che si prospetta, non è una semplice esposizione di capolavori di uno stilista, che viene assunto ad artista per via della sua fama e del suo talento, come ormai spesso avviene, soprattutto a Milano.

Blahnik viene anche proposto attraverso immagini esclusive che lo ritraggono al lavoro. Perché se è vero che l’arte è di chi crea, le sue scarpe, dopo tutto questo percorso di narrazione e scoperta, possono essere considerate a tutti gli effetti delle opere d’arte.