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By Antonino Pezzo
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ART

Fragilissimi, cristallini, perfetti e micidiali sono i microrganismi scaturiti dal colossale talento dell’artista inglese Luke Jerram. Il titolo del progetto, una vera e propria impresa, è Glass Microbiology ed è frutto di una maniacale ricostruzione in vetro dei maggiori virus e batteri presenti in natura. Ci sono i corpuscoli più spaventosi e temibili, come HIV, SARS, ebola e malaria, resi in forme tondeggianti con increspature e filamenti propri, e poi patologie meno preoccupanti come la tipica influenza.

La trasparenza è massima, sia alla base che nelle protuberanze realisticamente riprodotte, e ciò che se ne ricava è un atteggiamento di totale adorazione nei confronti di questi esseri vitrei. Quando si è di fronte al lavoro di un genio così assoluto, non si può fare altro che racchiudersi nel proprio silenzio e ammirare il solenne.

I virus scolpiti sono 22, più 1 batterio, e i paesi di tutto il mondo li pretendono in mostra nei loro musei. Per Jerram la standing ovation è universale. Come non domandarsi, allora, in che modo sia riuscito a creare delle cose così perfette, trasformando una condizione letale per l’uomo in un’esperienza visivo artistica celestiale. La risposta è una ma non meno complessa del prodotto ottenuto: Luke ha preso come modello le immagini ingrandite al microscopio di ogni singola malattia e le ha come trasferite sul vetro. Ha plasmato tutto secondo il suo disegno mentale. Pericolosissimi virus, dunque, si sono trasformati in grandi esemplari di arte moderna.