Kurt Cobain e il grunge in mostra a Firenze

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By Barbara Cialdi
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ART

Sono più di ottanta le fotografie, alcune inedite, che ripercorrono la storia della scena musicale grunge e quella del suo indimenticabile ed indiscusso eroe: Kurt Cobain. Il frontman dei Nirvana, simbolo della alternative rock degli anni novanta, pioniere e portavoce della generazione X, rivive negli scatti della mostra Peterson – Lavine. Come as you are: Kurt Cobain and the Grunge Revolution, che apre i battenti il prossimo 7 marzo (fino al 14 giugno 2020) a Firenze, e precisamente presso Palazzo Medici Riccardi. L’esposizione celebra il mito dei Nirvana, a ventisei anni dalla morte di Kurt Cobain, che continua a vivere forte e presente nei cuori di chi ha vissuto negli anni ’90 la propria giovinezza ed anche in quelli delle generazioni a seguire.

Due le sezioni: da un lato i capolavori di Charles Peterson, fotografo ufficiale della Sub Pop Records, sulla nascita dei Nirvana, i concerti e la scena grunge di Seattle. Dall’altro gli scatti di Michael Lavine, celebre fotografo pubblicitario, tratti da servizi posati e immagini per riviste. Una sinergia inedita che immerge il pubblico nel fascino di quei giorni straordinari, dove i fan erano parte integrante di una rivoluzione musicale e sociale. Michael Lavine immortala i Nirvana in studio in quattro diversi momenti, dai mesi della loro prima formazione fino agli anni del successo mondiale, quando accanto al leader della band c’era la moglie Courtney Love, che contribuì ad avvalorare il mito di Kurt: scatti che sono diventati simbolo di un’era. La sua amicizia con Cobain gli consente di creare una vera registrazione visiva del gruppo, che accompagna in studio in tutti i diversi momenti del proprio percorso artistico e personale, fino a pochi giorni dalla scomparsa del suo iconico leader. L’apporto di Charles Peterson appare invece fondamentale non solo per la storia dei Nirvana ma anche per la nascita del grunge. Sfruttando uno stile personale crea un proprio marchio di fabbrica, inconfondibile: i suoi flash, potenti e violenti tanto da poter penetrare nel buio dei club, al tempo stesso sono in grado di isolare i soggetti in modo classico e personale; il suo è un Cobain ritratto in immagini intime, che fortemente mostrano come il peso del successo l’avesse provato, rendendolo fragile e vulnerabile.

E ancora, immagini di Pearl Jam, Soundgarden, Mudhoney. La mostra appare come un romanzo che racconta tutta la scena musicale di Seattle di fine millennio, immortalando un periodo fondamentale e recente della storia americana: la crisi del capitalismo reaganiano, le nuove periferie ed i sobborghi di una città che è divenuta leggenda, un nuovo modo di fare musica, di vestirsi, di sentire, di amare. Come as you are è una mostra a 360 gradi, attraverso le cui immagini gli spettatori si potranno riconoscere, tornando indietro nel tempo, in quegli anni indimenticabili fatti di speranze e una vibe inconfondibile.