Dalla Terra alla Luna – L’arte in viaggio verso l’astro d’argento

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ART

Neil Armstrong, comandante della missione spaziale Apollo 11, nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1969, posando il piede sinistro sull’ultimo gradino della scaletta del Modulo di escursione lunare – il Lem – pronunciò al microfono del proprio casco la fatidica frase: “One small step for [a] man, one giant leap for mankind”. Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità. Queste parole sono rimaste scritte nella storia, e a 50 anni dalla spedizione dell’Apollo 11, la missione spaziale che portò i primi uomini sulla Luna, con gli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, rimane ancora in noi lo sgomento, l’emozione per un atto importantissimo per l’intera umanità del nostro pianeta.

Torino rende omaggio all’allunaggio del 20 luglio 1969, dedicando una mostra curata da Luca Beatrice e Marco Bazzini, in collaborazione con Piero Gondolo della Riva, ospitata nella Corte Medievale di Palazzo Madama, sede del Museo Civico d’Arte Antica. Oltre 60 opere tra dipinti, sculture, fotografie, disegni e oggetti di design raccontano l’influenza dell’astro d’argento nell’arte e sugli artisti, dall’Ottocento agli anni ’70 del XX secolo. A partire dal XIX secolo, l’arte s’ispira al tema del viaggio lunare, creando atmosfere esotiche, prendendo in prestito i temi del progresso delle nazioni, del colonialismo spaziale e non solo terrestre, ma la Luna rimane un luogo raggiungibile soltanto con la fantasia. I pittori romantici, in particolare, interpretando lo sguardo melanconico e sognante dell’uomo di fronte al mistero, declinano il tema del chiaro di luna, e tra questi i piemontesi Giovanni Battista De Gubernatis, Giuseppe Pietro Bagetti e Domenico Carutti di Cantogno con il suo dipinto Sorge la luna del 1911.

Per secoli, il nostro satellite è stato raffigurato nelle sembianze di una donna fatale, incarnando miti e facoltà sovrannaturali; ha ispirato le grandi avventure e le esplorazioni fantastiche e letterarie soprattutto nell’Ottocento. I pittori ne hanno declinato il tema romantico del “chiaro di luna”. Il cinema, ancora muto, prima ancora della fantascienza, scatenò la fantasia degli autori e dei registi, per passare successivamente alla realizzazione di opere fantastiche.

Gli scrittori, a partire da Jules Verne – dal titolo del suo celebre romanzo fantastico, prende quello della mostra -, scatenarono la loro fantasia; seguirono fumetti, giocattoli…, fino ai “memorabilia” contemporanei. Pensiamo ai celebri Moon Boot, i doposci il cui marchio venne registrato da Giancarlo Zanatta nel 1978, che s’ispirò agli scarponi degli astronauti. Ma la Luna ha anche ispirato grandi artisti dell’arte moderna e contemporanea, in particolare nella pittura Marc Chagall, Joan Mirò, Felice Casorati, Fausto Melotti, Max Ernst, Yves Klein, Paul Klee, Lucio Fontana, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, nonché scultori come Alexander Calder e Arnaldo Pomodoro.

Le opere esposte provengono, oltre che dai musei torinesi, come la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, la Fondazione Accorsi-Ometto, la Pinacoteca Albertina e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, anche da importanti musei, istituzioni e collezioni private italiane ed europee, tra i quali il Palazzo Reale di Napoli, il Museo Correr di Venezia, la Certosa di San Giacomo di Capri, il Mart di Trento e Rovereto, la Collezione Intesa San Paolo, la Fondazione Marconi e la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, la Fondazione Barilla di Parma e l’Archivio Gastone Novelli di Roma. Nella mostra spicca un corposo nucleo di una delle più importanti collezioni internazionali appartenente a Piero Gondolo della Riva, contenuta nell’ambiente centrale dell’esposizione, in un ambiente da lui curato come fosse una stanza delle meraviglie lunare.

La mostra è realizzata in collaborazione tra Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, con il contributo della Regione Piemonte, e rimarrà aperta fino all’11 novembre 2019.