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DADOMANI

Emozioni in Stop Motion

Ottobre 2007.
Quattro ragazzi (Fabio Cirilli, Francesco De Meo, Leonardo Ponzano e Donato Di Carlo, ribattezzato “Doc”), uniti dalla stessa passione per l’animazione in Stop Motion, decidono di unirsi in un’unica entità e dar vita a DADOMANI per riuscire a realizzare i loro progetti, in totale libertà, grazie al particolarissimo stile che li contraddistingue e perché stanchi di dover adattare le loro capacità su progetti di altri.

L’obiettivo di DADOMANI… è quello di unire le loro diverse competenze, ed esperienze, per realizzare serie (TV o Web), spot e perché no un lungometraggio.

Cos’è la Stop Motion… è una tecnica di animazione che usa oggetti inanimati mossi progressivamente, spostati e fotografati a ogni cambio di posizione. La proiezione in sequenza delle immagini dà l’illusione di movimento: esattamente come accade nel cinema con gli esseri umani.
La Stop Motion nasce insieme al cinema: tecnica utilizzata già da George Mèliés nei primi anni del secolo scorso. Se avete visto il film Hugo Cabret avrete assistito al modo in cui il cinema creava i primi effetti speciali.
Se pensiamo che il primo film su King Kong, girato nel 1933, sfruttò la Stop Motion!

Tra i più celebri lungometraggi ricordiamo; Nightmare Before Christmas, La sposa cadavere prodotti e co-realizzati da Tim Burton artista di riferimento per i nostri super4 di DADOMANI – Donato, o meglio Doc, nomina anche Hayao Miyazaky

Ray Harryhausen è forse il più noto tra i pionieri di questa tecnica. Altro importante animatore di Stop Motion è stato Willis O’Brien che applicò questa tecnica agli effetti speciali di film come il già citato King Kong o Il mondo perduto del 1925.

«Volevamo creare qualcosa che in Italia – ci dice Francesco – per quanto ne sapevamo, ancora non esisteva, recuperando una tecnica d’animazione come la Stop Motion mixandola con le potenzialità che ti dava il mondo del digitale»

A differenza di molti videomaker i lavori di DADOMANI sono artigianali, scelta coraggiosa visti i tempi del “tutto e subito”. I risultati stanno, oltre che premiando i super4 della Stop Motion, dando loro ragione per una scelta fatta ben otto anni fa.

Come nasce un vostro lavoro?

In modo semplice – risponde Fabio. – Ci viene sottoposto un breefprosegue Leo – successivamente realizziamo un trattamento, ossia un documento che racconta come intendiamo rappresentare una determinata storia, sotto tutti i punti di vista: tecnica di ripresa, regia, scenografia, audio a volte anche sceneggiatura.
Alla fine tutto quello che è stato progettato, nel trattamento, viene realizzato

Lo stile DADOMANI è la somma delle capacità, del gusto e della creatività di due scenografi (Francesco e Leo) e due dell’animazione in Stop Motion (Fabio e Doc, che si occupano anche di Post Produzione).

La pubblicità – conclude Doc – ci ha inglobato quasi subito perché rappresentiamo una novità, una contrapposizione al digitale, ma ci costringe a consegne impossibili. Rispondiamo con una dedizione pressoché totale.
Quando c’è in ballo un lavoro spesso non esistono festività e riposo

Come poter distinguere, in un mare di improvvisati, un buon lavoro da uno scadente?

Se è un buon lavoro – parla per primo Fabio – dovrebbe suscitarti delle emozioni o dei pensieri, di qualunque tipo. Credo che un video che ti lascia impassibile o che ti dimentichi dopo 5 minuti non sia un buon lavoro.
Alla fine – prosegue Leo – il fattore principale credo sia il gusto, l’originalità, il messaggio e la personalità che un lavoro esprime

Della stessa opinione è Francesco. Per Doc un buon lavoro nasce da una buona idea. Meglio se realizzata con cura, meglio se la cura arrivi fino ai dettagli.

Per tutti e quattro i DADOMANI l’immagine, associata alla parola, è molto importante. Il risultato migliore è quando l’associazione tra parola e immagine è la meno scontata.

Ricordiamo che prima di tutto sono creatori di immagini, le parole aiutano la comprensione, enfatizzano i concetti o le emozioni, ma talvolta possono anche farne a meno.

Un lavoro che li rappresenta (qui son d’accordo tutti e quattro) riguardano i progetti senza committenza, quelli in cui il soggetto e i personaggi sono totalmente nati dalla loro fantasia, come The Voice Over.

Tra i vari personaggi che hanno realizzato sono tutti molto legati a The box perché grazie a questo lavoro hanno capito che erano molto più bravi, e forti, nello sviluppare le loro idee, piuttosto che quelle di altri.

Francesco vuole precisare – Ogni progetto ha una sua storia, ogni storia degli aneddoti che ci ricordano quanto siamo fortunati a poter fare quello che ci piace, come mestiere.

Avete realizzato molti spot pubblicitari; la pubblicità è la forma che più vi da soddisfazione?

Per Fabio e Francesco è un NO deciso.

La pubblicità è un mezzo che non riesce a soddisfarli ancora, anche se ultimamente qualcosa stà cambiando, arrivano sempre più proposte nelle quali è richiesto loro di approcciarsi per quello che sono e forse questo presupposto potrebbe far cambiare qualcosa.

Per Leo – La pubblicità è un modo per confrontarsi con problematiche sempre diverse, una palestra tecnica e creativa fondamentale, attraverso la quale abbiamo imparato davvero tantissimo. È formativa da tutti i punti di vista, ma non è assolutamente il nostro fine ultimo. Di fatti – aggiunge Doc – ci piacerebbe poter provare più strade possibili, ma la pubblicità ci ha permesso di arrivare fino a qui.

Uno dei vostri obiettivi è il cinema, so che quest’estate avete realizzato un vostro lungometraggio. Vi va di anticipare qualcosa?

Non è il nostro primo lungo – tiene a precisare Fabio – abbiamo realizzato solo delle porzioni, ma non possiamo anticipare niente, vi toccherà venire al cinema per vederle. Non possiamo ancora parlare del film – conclude Leo – ci piacerebbe molto ma dobbiamo aspettare.

Aspetteremo con molto piacere.
La TV abbiamo capito non è di sicuro il loro habitat naturale, soprattutto quella italiana – afferma Fabio – come dargli torto.

Quali consigli vi sentireste di dare a giovani che vorrebbero intraprendere il vostro stesso percorso?

Fabio:
Non saprei proprio che consigli dare, forse quello di capire qual è la cosa che ti da più gusto e soddisfazione fare, almeno quello che ti pesa meno anche perchè dovrai farlo tutti i giorni, tutto il giorno!
Francesco:
Di cercare capire per cosa si è portati in modo da convogliare tutte le energie per realizzare i propri sogni. Il percorso è molto lungo, ma pieno di soddisfazioni.
Leo:
Di non scoraggiarsi e di andare avanti anche se tutti dicono il contrario, anzi a maggior ragione.
Doc:
Credere nelle proprie capacità.

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Ho conosciuto i super4 di DADOMANI grazie al mondo dei social, mezzo di promozione indispensabile. I nostri ragazzi ammettono candidamente che li utilizzano poco e se fossero più presenti sul web avrebbero sicuramente molti più “amici”, ma come tutte le realtà artigianali e indipendenti non hanno, per ora, una persona dedicata in maniera costante all’aspetto promozionale.

Un pò di cinema, noi di StarsSystem, qualcosa capiamo e loro oltre ad essere talentuosi sono umili e in un mondo effimero come quello artistico, l’umiltà non fa mai male, anzi ce ne fossero. A tutti e quattro facciamo un nostro particolarissimo in bocca al lupo affinché possano realizzare tutti i progetti che hanno nel loro casseto, in attesa di vedere il primo film italiano firmato DADOMANI in Stop Motion.

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