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ART

Sprazzi di luce che sfregiano territori oscuri, ancora non scoperti, e materia colorata che nell’espandersi diventa un tutt’uno con lo spazio circostante sono i grandi pilastri eretti dalla creatività astrofisica di Wally Bonafè. La mostra personale dell’artista veneta, inaugurata ieri in Via Kramer e supportata da SPAZIOKAPPA32, ha regalato incomparabili emozioni agli amanti dell’arte.

«La mia pittura è una lotta fra luce e tenebre, fra bene e male. Riguarda i momenti più bui di una persona, quindi anche le frustrazioni. È uno scontro incredibile, ma è da lì che si parte per riemergere, per risorgere» ha affermato Wally. Quando guardi il frutto del suo lavoro comprendi che le sue opere sono prova assoluta delle visioni che ha avuto mentre dava origine al tutto, mentre i pennelli si scagliavano, nella dilatazione delle macchie anche con le dita, nell’attimo in cui il disegno mentale corrispondeva perfettamente a quello sulle tele.

La violenza nel gioco di equilibri tra visibile e invisibile, situazioni di indefinitezza, lo sprofondare nelle viscere di se stessi e le fluorescenze cromatiche sono state le leggi che hanno governato questa visionaria mostra. Wally ha colpito persino Narcisa Soria Valencia, console dell’Ecuador, presento all’evento.

Quando un artista tocca certe corde, sguazzando tra gioie e dolori umani, ecco che si ottiene il trionfo dell’arte.