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Continua il binomio BMW-arte. La casa tedesca porta avanti il  progetto Art Car, ideato dal pilota francese Hervé Poulain e che da anni coinvolge famosi artisti di tutto il mondo e trasforma le auto in tele in movimento.

E continua, a Milano, l’esposizione di questo ultimo capolavoro, ideato in occasione del cinquantenario del famoso marchio automobilistico e personalizzato da Garage Italia Customs, leader nella personalizzazione delle auto.
Dopo la riproduzione di capolavori di artisti del calibro di Jeff Koons, Andy Warhol, Frank Stella, e molti altri, quest’anno è stata la volta di un italiano, che con Milano ha un rapporto molto stretto. L’ispirazione infatti arriva da un’opera di un artista considerato tra i massimi esponenti del Futurismo: Giacomo Balla. L’artista torinese è tra i maggiori esponenti italiani del futurismo, corrente che nasce nel 1909 con la pubblicazione del Manifesto del Futurismo firmato da Tommaso Marinetti, ma viene consacrato a movimento artistico vero e proprio un anno dopo, nel 1910, proprio a Milano con la pubblicazione del Manifesto dei pittori futuristi, al quale aderirono Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini e Giacomo Balla, appunto.

Milano è molto legata a questo artista, al quale è appena stata dedicata la mostra FuturBalla presso la Fondazione Pasqualini e che vanta l’esposizione di molte sue opere nella collezione permanente presso il Museo del ‘900.
L’opera scelta per questa special edition da BMW e Lapo Elkann, Presidente e Fondatore di Garage Italia Customs, è Lampada ad Arco, opera realizzata dall’artista proprio tra il 1909 e il 1911. Il capolavoro è conservato al MoMa di New York e rappresenta un lampione al chiaro di luna, alimentato ad energia elettrica. E sono proprio l’energia elettrica e la velocità ad aver spinto BMW a scegliere quest’opera come espressione delle avanzate tecnologie e prestazioni che vanta la nuova i8, elettrica o ibrida, con un’estetica mozzafiato, una costruzione superleggera e un motore elettrico collegato alle ruote anteriori che la rendono una coupé a due posti con caratteristiche
esclusive. E cosa c’è di più esclusivo di riprodurre sulla sua carrozzeria un’opera d’arte?

L’opera è stata riprodotta all’esterno dell’auto utilizzando la tecnica del wrapping: in sostanza si tratta di un rivestimento costituito da un foglio in PVC applicato direttamente sulla carrozzeria della vettura grazie all’utilizzo di una pistola termica. In questo modo, ancora una volta, BMW ha il merito di aver reso possibile la riproduzione di un capolavoro e l’estraniamento dal suo contesto abituale. Per dare a un’opera d’arte di cento anni fa, ma considerata tutt’oggi espressione di innovazione e tecnologia senza pari, nuova vita. Perché se l’arte deve riuscire a uscire dai musei per essere vista, quale occasione migliore di farlo se non su una quattro ruote che sfreccia a 250 chilometri orari?